Lettera “Neminem profecto latet” di S.S. Pio XII ai Superiori Generali dei Carmelitani Calzati e Scalzi
11 febbraio 1950

Nessuno certamente ignora quanto ad avvivare la fede cattolica e ad emendare i costumi contribuisca l’amore verso la beatissima Vergine Madre di Dio, specialmente per mezzo di quelle espressioni di devozione, che, più di altre, sembrano atte ad arricchire le menti di celeste dottrina, ed a stimolare le volontà nella pratica delle virtù cristiane. Tra queste forme di devozione va in primo luogo ricordata quella del sacro Scapolare dei Carmelitani, che, adattandosi, per la sua semplicità, all’indole di ogni persona, è largamente diffusa tra i fedeli, e produce molti frutti salutari.
Per questo, con lieto animo abbiamo appreso che, compiendosi il settimo centenario, dell’istituzione di questo Scapolare della divina Madre del Monte Carmelo, i religiosi Carmelitani, sia Scalzi che Scalzi, hanno stabilito di promuovere solenni celebrazioni in onore della beata Vergine Maria. Noi che abbiamo sempre nutrito un acceso amore verso la santa Madre di Dio, e che sin dalla Nostra fanciullezza, siamo aggregati alla Confraternita dello stesso Scapolare, raccomandiamo, di gran cuore, questa pia iniziativa, ed auspichiamo che, con il divino favore, essa produca abbondanza di frutti spirituali. Non si tratta infatti di cosa di poco conto, ma dell’acquisto della vita eterna, in virtù della tradizionale promessa della beatissima Vergine; si tratta, cioè, dell’impresa più impor- tante e del modo più sicuro per condurla a compimento.
Il sacro Scapolare è certamente, come veste mariana, segno e garanzia della protezione della Madre di Dio; ma non pensino coloro che la indossano, di potere, nella pigrizia e nell’ignavia spirituale, conseguire la vita eterna, quando l’Apostolo apertamente ammonisce: «Con timore e con tremore operate la vostra salvezza» (Fil. 2, 12). Pertanto tutti i Carmelitani che, sia nei chiostri del primo e del secondo Ordine, sia nel terz’Ordine regolare e secolare, sia nelle confraternite, appartengono, per un vincolo particolare di amore, ad una medesima famiglia, che si onora del nome della beatissima Madre, riconoscono nelle insegne della stessa Vergine uno specchio di umiltà e di castità; riconoscono nella stessa ingenua forma della veste, un breviario di modestia e di semplicità; riconoscono soprattutto nella veste stessa, che giorno e notte indossano, un’eloquente espressione simbolica delle preghiere, con cui invocano l’aiuto divino; riconoscano finalmente in essa un invito a quella consacrazione al sacratissimo Cuore della Vergine Immacolata, che di recente abbiamo vivamente raccomandato.
Da parte sua la piissima Madre non mancherà di intercedere presso Dio, affinché i suoi figli, che nel Purgatorio espiano i loro peccati, raggiungano al più presto la patria eterna, secondo il cosiddetto Privilegio Sabatino, tramandatoci dalla tradizione.

Insegnamenti Pontifici – Maria SS., Ed. Paoline, Roma, 1959, pp. 319-321


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