Sant’Ignazio, dopo la sua conversione del 1521, si ritirò nella grotta di Manresa in Catalogna. In questa sacra caverna, dice il Breviario, «dimorò un anno, mendicando il pane e l’acqua di cui si nutriva, digiunando tutti i giorni, eccetto le Domeniche, domando la carne con una rude catena e col cilizio, dormendo per terra e flagellandosi fino a sangue, con una disciplina di ferro, ma confortato da Dio con sì meravigliosi lumi, che era solito dire: “Quand’anche non esistessero le sacre Scritture, io non sarei meno pronto a morire per la fede per le sole cose che il Signore m’ha rivelato a Manresa”. Fu allora che quest’uomo, affatto illetterato, compose quel mirabile libro degli Esercizi che si raccomanda per l’approvazione della Sede Apostolica e per il bene che tutti ne ricavano».
La prima approvazione vaticana di questo libretto fu la bolla Pastoralis officii di Paolo III del 31 luglio 1548.
«La cura dell’ufficio pastorale a Noi commessa su tutto il gregge di Cristo e l’amore della gloria e della lode divina fanno sì che Noi, abbracciando ciò che giova alla salvezza delle anime e al loro progresso spirituale, accogliamo con grazia di esaudimento le preghiere di coloro che ci chiedono qualcosa che possa alimentare e nutrire la pietà nei fedeli di Cristo. Pertanto, poiché (come il diletto figlio, il nobile Francesco Borgia, Duca di Gandia, ci ha recentemente fatto esporre) il diletto figlio Ignazio di Loyola, Preposito Generale della Compagnia di Gesù, da Noi eretta nella nostra alma Urbe e da Noi confermata con autorità Apostolica, ha composto alcuni documenti o Esercizi Spirituali, tratti dalle Sacre Scritture e dalle esperienze della vita spirituale, e li ha disposti in un ordine adattissimo per muovere piamente gli animi dei fedeli; e poiché il predetto Duca Francesco ha appreso, non solo per fama giunta da moltissimi luoghi, che essi sono di grande utilità e salutari per i fedeli di Cristo per la consolazione e il progresso spirituale, ma lo ha anche verificato con chiara esperienza sia a Barcellona, sia a Valencia, sia a Gandia; perciò lo stesso Duca Francesco ci ha umilmente supplicato affinché ci degnassimo, con Apostolica benignità, di far esaminare i suddetti documenti ed Esercizi Spirituali, affinché il loro frutto si diffondesse più ampiamente e più fedeli di Cristo fossero invitati con maggiore devozione a usarli; e, se li avessimo trovati degni di approvazione e lode, di approvarli e lodarli e di provvedere opportunamente in merito. Noi, dunque, che abbiamo fatto esaminare tali documenti ed Esercizi, e che, per testimonianza e relazione del nostro diletto figlio Giovanni, Cardinale Presbitero del Titolo di S. Clemente, Vescovo di Burgos e Inquisitore dell’eretica pravità, e del nostro venerabile fratello Filippo, Vescovo di Saluzzo e Vicario generale in spiritualibus della detta Nostra Urbe, nonché del diletto figlio Egidio Foscarari, Maestro del Nostro sacro Palazzo, a Noi fatta su questo, abbiamo constatato che sono pieni di pietà e santità, e che sono stati e saranno molto utili e salutari per l’edificazione e il progresso spirituale dei fedeli; avendo anche, e non senza motivo, il dovuto rispetto per i frutti abbondanti che Ignazio e la suddetta Compagnia da lui istituita non cessano di produrre nella Chiesa di Dio in ogni dove, e per il grandissimo aiuto che i predetti Esercizi hanno apportato a ciò: inclinati da tali suppliche, approviamo, convalidiamo e muniamo del patrocinio della presente scrittura, con la Nostra certa scienza e con la suddetta autorità, i predetti documenti ed Esercizi e tutte e singole le cose in essi contenute; esortando vivamente nel Signore tutti e singoli i fedeli di Cristo di ambo i sessi, ovunque costituiti, a voler usare devotamente e a istruirsi con tali pii documenti ed Esercizi; e concedendo altresì che tali documenti ed Esercizi spirituali possano essere liberamente e lecitamente stampati da qualsiasi bibliopola scelto dal predetto Ignazio» [1]
Questo documento fu preposto al testo ignaziano. La circostanza curiosa faceva dire a un autore della pubblicazione La Scuola Cattolica le seguenti considerazioni:
«Non v’ha altro libro al mondo, dopo la Sacra Scrittura, che, come questo libretto, sia stato espressamente approvato con apposita bolla Pontificia. Tutti gli altri libri, che esistono al mondo, o sono proibiti, sia nominatamente dall’Indice, sia non nominatamente dalle regole dell’ Indice; o sono dimessi, o sono permessi: ma, di approvati con bolla Pontificia, nessuno, tranne la Bibbia e gli Esercizi Spirituali di S. Ignazio. L’istessa Imitazione di Cristo, libro così ispirato, così santo, così proficuo alle anime e alla Chiesa e del quale la filosofia per bocca di Fontenelle ebbe a dire che è il più bel libro uscito dalla mano dell’uomo, giacché l’Evangelo è uscito dalla mano di Dio, l’Imitazione stessa non reca davanti a sé una bolla pontificia, come la recano gli Esercizi Spirituali» [2]
- Testo latino reperibile in Exercitia Spiritualia S.P. Ignatii de Loyola, Augusta Vindelicorum, 1887, pp. XXXI, XV ↩︎
- La Scuola Cattolica, Anno XII – Volume XXIII, Milano, 1884 p. 322. ↩︎
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