San Lorenzo da Brindisi, al secolo Giulio Cesare Russo o de Rossi (Brindisi, 22 luglio 1559 – Lisbona, 22 luglio 1619), sacerdote dell’Ordine dei Minori Cappuccini, con la santità della sua vita e con le sue opere a favore della Chiesa Romana e della Cristianità, riparò pienamente e magnificamente il disonore che sull’Ordine aveva gettato l’apostasia del vicario generale Bernardino Ochino (1487-1564). Fu beatificato da Pio VI il 1° giugno 1783, canonizzato da Leone XIII l’8 dicembre 1881 e dichiarato Dottore della Chiesa da Giovanni XXIII il 19 marzo 1959. Per ricordare questo Eroe della Fede Romana, Trionfatore di Eretici e Infedeli, riportiamo l’elogio che ne fece Leone XIII l’11 settembre 1881 a seguito della pubblicazione del decreto di canonizzazione.

La memoria del B. Lorenzo, verso il quale fin dall’età giovanile noi nutrimmo sentimenti di tenera divozione e di affetto speciale, molto opportunamente risvegliasi tra gli uomini ai tempi che corrono. Come alla lettura dei Decreti poc’anzi udiste, questo gran Servo di Dio sotto l’umile saio di S. Francesco, racchiudeva in sè le più elette doti di natura, i doni più eccelsi di grazia; e la instancabile e meravigliosa sua vita, tutta spesa a beneficio dei prossimi, altro non fu che una splendida gloria dell’ordine Serafico, cui apparteneva, e degli altri Ordini religiosi cotanto benemeriti dell’ umanità, eppure all’età nostra cotanto dagli empi vilipesi e perseguitati. I Romani Pontefici non dubitarono punto di affidare all’ operosità e saggezza del B. Lorenzo le più ardue e gelose missioni; ed Egli in nome del Vicario di Gesù Cristo, e sotto gl’impulsi della carità più fervente intraprese lunghi e faticosi viaggi; penetrò in diverse regioni, ne studio i bisogni, e fattosi tutto a tutti con la parola e con le opere, sparse, ovunque poté, i benefici influssi del suo apostolico zelo. Con sagace destrezza seppe eziandio introdursi nell’animo dei regnanti, i quali perché non reputarono a vile di rendersi docili ai consigli di quel religioso, poterono stringere felicemente tra loro quelle sante alleanze, le quali benché dirette a combattere i nemici della Fede, valsero mirabilmente a rassodare su ferme basi la tranquillità e sicurezza dei loro regni nella concordia e nella pace. Onde è che nell’innalzare all’onore degli altari questo gran Francescano, ci conforta la speranza, che, sua mercè, popoli e principi docilmente ascoltando la voce della Chiesa possano ridursi sul retto sentiero e campare ai pericoli che li minacciano d’irreparabile ruina.

Discorsi del sommo pontefice Leone XIII, Vol. I, Roma, 1882, pp. 472-473


>>> San Lorenzo da Brindisi: un Cappuccino contro 80mila Turchi <<<



Seguite Radio Spada su:


fonte immagine https://nobility.org/2023/10/st-lawrence-and-the-siege-of-szekesfehervar/