Il 18 luglio ricorrono gli anniversari di due importantissimi eventi: la proclamazione del dogma dell’infallibilità pontificia (1870) e la canonizzazione di Tommaso d’Aquino (1323). Offriamo quindi ai Lettori le alcuni testi del Dottore Angelico su questa fondamentale verità della fede cattolica.
Si legge nella Summa contra Gentiles (l. 4, c. 76): “All’unità della Chiesa è richiesto che tutti i fedeli si accordino nella fede. Riguardo poi a ciò che riguarda la fede, può capitare che sorgano questioni; ma per la diversità delle sentenze la Chiesa si dividerebbe, se non fosse conservata nell’unità per la sentenza di uno solo. È dunque richiesto per conservare l’unità della Chiesa che ci sia uno solo che presieda a tutta la Chiesa. È manifesto poi che Cristo non viene meno alla Chiesa nelle cose necessarie, lui che l’amò e per essa versò il suo sangue, come si dice della sinagoga per bocca del Signore: “Che cosa avrei dovuto fare ancora alla mia vigna che non ho fatto?” (Isaia 5, 4). Non si deve dunque dubitare che per ordinazione di Cristo uno solo presieda a tutta la Chiesa”.
Da questa testimonianza appare:
1° come l’Angelico congiunga la questione dell’unico supremo principe nella Chiesa con la questione dell’unico supremo giudice infallibile;
2° come secondo San Tommaso questa infallibilità sia assolutamente necessaria per conservare l’unità della fede, perché potendo sorgere questioni rispetto a ciò che riguarda la fede, per la diversità delle sentenze la Chiesa si dividerebbe, se non fosse conservata nell’unità per la sentenza di uno solo;
3° come quello stesso uno solo che per ordinazione di Cristo presiede a tutta la Chiesa, e che è il Romano Pontefice, secondo lo stesso San Tommaso … sia colui per la cui unica sentenza devono essere definite le questioni che possono sorgere riguardo a ciò che concerne la fede.
Né alcuno dica che San Tommaso debba intendersi del Papa con il Sinodo, infatti, oltre al fatto che né nella testimonianza riportata, né in tutto il Capitolo si trova neppure una parola sul Sinodo, appare essere del tutto falso per il fatto che, così come afferma in modo assoluto: È dunque richiesto per conservare l’unità della Chiesa, che ci sia uno solo che presieda a tutta la Chiesa; così afferma in modo assoluto: è richiesto che tutti i fedeli si accordino nella fede. Riguardo poi a ciò che riguarda la fede, può capitare che sorgano questioni, ma per la diversità delle sentenze la Chiesa si dividerebbe, se non fosse conservata nell’unità per la sentenza di uno solo. Così dunque il papa da solo secondo San Tommaso e non con il Sinodo, né con nessun altro, presiede a tutta la Chiesa; così il papa da solo, non con il Sinodo, né con alcun altro, definisce le questioni sorte riguardo alla fede.
La seconda testimonianza pertinente al nostro argomento è tratta da Summa Theologiae 2a 2ae, q. 1, a. 10 in cui indaga: “Se spetti al Sommo Pontefice ordinare il Simbolo della fede” E risponde: “Si deve dire che una nuova edizione del Simbolo è necessaria per evitare gli errori che insorgono. Spetta dunque all’autorità del Sommo Pontefice l’edizione del Simbolo, alla cui autorità spetta finalmente determinare ciò ciò che riguarda la fede, affinché sia tenuto da tutti con fede incrollabile: questo pertiene all’autorità del Sommo Pontefice, a cui sono deferite le questioni maggiori e più difficili della Chiesa … Onde anche il Signore in Luca, 22 disse a Pietro, che costituì Sommo Pontefice: “Io ho pregato per te, Pietro, affinché non venga meno la tua fede, e tu, una volta convertito, conferma i tuoi fratelli”. E la ragione di ciò è: perché deve esserci una sola fede di tutta la Chiesa, secondo 1Cor. 2: “Dite tutti la stessa cosa, e non vi siano scismi tra voi”, il che non potrebbe essere osservato se la questione di fede sorta dalla fede non fosse determinata da colui che presiede a tutta la Chiesa, affinché così la sua sentenza sia tenuta da tutta la Chiesa. E perciò spetta alla sola autorità del Sommo Pontefice la nuova edizione del Simbolo, così come tutte le altre cose che spettano a tutta la Chiesa, come convocare un Sinodo generale e altre simil”.
Raimondo Bianchi, De constitutione monarchica ecclesiae et de infallibilitate
Romani pontificis juxta D. Thomam Aquinatem ejusque scholam
in ord. praedioatorum, Roma, 1870, pp. 36-38.
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