Il 29 luglio la Chiesa fa memoria di “santa Marta Vergine, sorella dei beati Lazzaro (festeggiato il 17 dicembre) e Maria Maddalena (festeggiata il 22 luglio), la quale ospitò nella sua casa il nostro Salvatore”. Per l’occasione riportiamo in traduzione un passaggio di un sermone di san Bernardo da Chiaravalle sulle mistiche significazioni degli stati di vita di questi tre amici intimi di Gesù.
«Marta accoglie nella propria casa sulla terra il Salvatore, Maria d’altra parte pensa in che modo venga da Lui accolta in quella casa che non è fatta da mano d’uomo, che è la casa eterna nei cieli. Ma anche Maria lo ha accolto, lo ha accolto nello spirito: “Dio infatti è spirito” (Ioan. IV, 24) … Cristo dice che “Maria scelse per sé la parte migliore, che non le sarà tolta in eterno” (Luc. X, 42). Cioè quell’Unico che è necessario, quella “sola cosa” che il Profeta sollecito domandava: “Una sola cosa ho chiesto al Signore: questa sola io cerco” (Ps. XXVI, 4) … Tre cose ha distribuito l’ordinazione della divina carità: a Marta l’amministrazione, a Maria la contemplazione, a Lazzaro la penitenza. L’anima perfetta ha queste cose simultaneamente, tuttavia sembra che ognuna spetti a un’anima particolare onde alcuni siano dediti alla santa contemplazione, altri all’amministrazione dei fratelli, altri nell’amarezza della propria anima ripensino ai loro anni come feriti dormienti nei sepolcri. “Così, chiaramente, così è necessario, che Maria pensi piamente e sublimemente al suo Dio, Marta benevolmente e misericordiosamente al prossimo, Lazzaro con commiserazione e umiltà a sé stesso … Coloro ai quali non è stato dato nessun incarico, né è stata affidata nessuna amministrazione, egli deve stare seduto o ai piedi di Gesù con Maria oppure certamente con Lazzaro nel sepolcro … A chi dunque più che ai prelati si può convenientemente applicare quello che dice il Signore: “Marta, Marta sei affaccendata” (Luc. X, 41)? O chi si preoccupa di molte cose, se non colui su cui incombe la sollecitudine e di Maria che contempla Dio e di Lazzaro penitente e di tutti? Guarda Marta affaccendata, guarda Marta preoccupata di ogni cosa. Parlo dell’Apostolo, che ammonendo i prelati circa la sollecitudine, ha egli stesso sollecitudine e cura di tutte le Chiese: “Chi è debole, che anch’io non lo sia? Chi riceve scandalo, che io non ne frema?” (2Cor. XI, 28). Riceva dunque Marta il Signore nella sua casa: a lei è stata commessa l’amministrazione della casa. Ella è mediatrice per ottenere a sé e ai suoi sottoposti la salvezza e ricevere la grazia»
Sermo III de Assumptione, 1, 2, 4, 6.
Mabillon, vol. II, Milano 1851, cc. 405-408
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