Nota di RS: accogliamo sempre con piacere e ove possibile pubblichiamo gli scritti dei nostri giovani lettori che trasmettono l’entusiasmo e la dedizione per la Buona battaglia in tempo di “messe green” ed altre amenità. Con questo articolo “Veritas non pacta” inizia la sua collaborazione, speriamo fruttuosa, con Radio Spada (Piergiorgio Seveso, presidente SQE della Fondazione Pascendi)
Una cattedrale nella clandestinità, la Messa che “Roma” teme
di Veritas non pacta
In mezzo al caos dottrinale, morale e liturgico che affligge la Chiesa da oltre sessant’anni, ogni Messa tradizionale celebrata fedelmente è un atto di ribellione e fedeltà. Una roccia che resiste all’assalto incessante dei modernisti, traditori interni che vogliono distruggere la vera Fede.
Non è un mero attaccamento al passato, ma un grido di verità in un’epoca di menzogne e apostasia.
E questo grido, qualche tempo fa, ha preso forma in una semplice stanza, che per la grazia di Dio, io e un sacerdote abbiamo trasformato in una cattedrale di fede incrollabile.
Quella stanza umile, con le sue pareti spoglie, sembrava le catacombe: un luogo nascosto, segreto, dove la vera Fede resiste, lontano dagli sguardi impuri del mondo moderno.
Quel giorno, con mani umili e cuore ardente, abbiamo eretto quella stanza come una fortezza contro l’oblio e la profanazione. L’altare portatile, corona di ogni celebrazione, brillava al tremolio delle candele, mentre il crocifisso, simbolo supremo del Sacrificio e della Vittoria, dominava con solenne potenza.
I paramenti antichi, tessuti di fede e tradizione, vestivano il sacerdote che sfidava con coraggio il deserto liturgico imposto dai modernisti.
Il Messale di sempre era pronto a rivelare il Sacrificio eterno e inviolabile.
In quella umile stanza, consacrata dal Cielo, si respirava la vera eternità: un bastione di resistenza spirituale contro l’eresia dilagante di questi tempi.
Quel giorno ho avuto l’onore di servire il Santo Sacrificio della Messa, quel rito immutabile che ha nutrito la fede di generazioni di santi e martiri.
Insieme a un sacerdote amico abbiamo preparato una cappella umile ma degna: un altare portatile, le candele, il crocifisso, i paramenti sacri, il Messale.
Nel silenzio solenne che solo il rito tridentino può evocare, ogni gesto si è fatto preghiera, ogni parola un’offerta. Non eravamo in una semplice stanza: eravamo in presenza del Sacrificio eterno, davanti al vero Altare di Dio.
Quando il sacerdote è salito all’altare, in persona Christi, e ha pronunciato l’Introibo ad altare Dei, non ero in un luogo qualunque. Ero sul Golgota. Assistevo al vero Sacrificio, non a un banchetto, non a un’assemblea. L’altare era la Croce, e il sacerdote era vittima e offerente insieme a Cristo. Ogni gesto, ogni parola, ogni inginocchiamento gridava: qui c’è Dio, non i compromessi, non le commistioni protestanti, non la falsa Chiesa dei modernisti.
Questa è la Messa che Roma cerca di soffocare, che molti vescovi tradiscono, che tanti fedeli ignorano. La Messa che ha santificato milioni di anime, fatto fiorire vocazioni, forgiato martiri. La Messa di San Pio V, di San Pio X, di San Giovanni Bosco, di San Giovanni Maria Vianney.
La Messa che Monsignor Lefebvre ha difeso a costo di persecuzioni, calunnie e scomuniche. E aveva ragione. Oggi, più che mai, la sua battaglia è la nostra.
In quella stanza, che sembrava una cantina dimenticata, noi vedevamo una “cattedrale”. Perché dove c’è la Messa di sempre, lì c’è la vera Chiesa. Non quella dei compromessi modernisti, ma quella di Cristo Re, immutabile, gloriosa, dolorante e trionfante.
Servire quella Messa è stato per me un onore e un dovere. Un atto di fedeltà incrollabile.
Non siamo nostalgici, siamo combattenti per la Fede. E questa è la battaglia che ci è stata affidata.
In questa crisi, ciò che conta non è il luogo dove si celebra. I modernisti abbandonano spesso le chiese, templi eretti a Dio, consegnandoli ai nemici della vera fede. Ma mai le affidano ai fedeli autentici di Nostro Signore Gesù Cristo.
Per noi, la Messa è sempre santa e immutabile, ovunque venga celebrata.
Finché anche una sola casa sarà consacrata al rito antico, la vera Chiesa continuerà a vivere, imperitura e invitta, contro ogni assalto e tradimento.
Cor Jesu Sacratissimum, miserere nobis.
Fonte immagine: Pixabay (free use)
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