Riceviamo da Pietro Ferrari e volentieri pubblichiamo. Questi temi sono sviluppati anche nel volume Anche se non sembra – Discorsi su rapporti internazionali e teologia politica (Ed. Radio Spada, 2014).


di Pietro Ferrari

A sinistra soprattutto oggi è facile fare quadrato contro Israele che ha un governo ultra-sovranista, un governo che ricorda quel sionismo revisionista völkisch, “sangue e suolo”, che ebbe notevoli rapporti con i social-nazionalismi europei (La Marina di David https://share.google/l43Z6AZzrgQ7f4Abr).

Ma quindi Israele è un blocco fascista (https://youtu.be/aCi1nfoLURc?si=fI_En9btvtvwVTpY ) e la Palestina un blocco antifascista? A ben vedere furono proprio i palestinesi a sostenere l’Asse (vi fu anche un divisione islamica di SS – https://youtu.be/ihdBe4_s0I0?si=Ejs0cDJ84ROEQDcS) mentre l’ebraismo internazionale si schierò principalmente in chiave antifascista con le democrazie occidentali. Questo spiega il perché la destra radicale europea sia tendenzialmente filo palestinese.

Se la destra moderata e di governo si schiera seppur criticamente col sionismo di Tel Aviv, quella radicale espone da sempre l’altra bandiera, anche in onore di Roger Coudroy, primo caduto europeo per la causa palestinese (Ritratti. Roger Coudroy, il nazionalista europeo eroe (dimenticato) della Palestina – Barbadillo https://share.google/f3d8Nl3h83Vw8oeVL)

 In questa sede vogliamo però lanciare una provocazione: come vi è stato in passato un “islamo-fascismo” (anche islamo-nazismo: https://share.google/egsPJZnCRINp05GqG), vi è stato in passato un “israelo-fascismo”?

Nel circolo giuliese de “Il nome della Rosa” vennero presentati anni fa due libri sui rapporti tra le autorità sioniste e quelle italiane e tedesche:

https://youtu.be/JfT7saVygNs?si=BEZd1QoeGbIPgYuw

https://youtu.be/BG6cgUGKWcA?si=QtaBYexZYYmyKMPe


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Imm. in ev.: Lehi Commemoration in Petah Tikva, Avi1111 dr. avishai teicher, CC BY 3.0, via Wikimedia Commons