Il 20 agosto 1799 viene impiccato a Napoli monsignor Michele Natale, ultimo vescovo di Vico Equense.
Nato a Casapulla il 23 agosto 1751 in una famiglia di commercianti, a vent’anni fu ammesso nel Seminario di Capua e, compiuti gli studi regolamentari, fu ordinato sacerdote il 23 dicembre 1775. Nei primi anni Ottanta entrò in Loggia e iniziò ad avere contatti con massoni di alto rango tra cui il teologo luterano danese Friedrich Münter, membro degli Illuminati di Baviera. Nel 1797, grazie all’interessamento del domenicano Alberto Capobianco, Arcivescovo metropolita di Reggio Calabria e Cappellano Maggiore del Regno di Napoli, regalista e filogiansenista, fu proposto da Ferdinando IV alla Chiesa Cattedrale di Vico Equense. Ottenuto il consenso di Roma e conseguito il necessario titolo dottorale, fu consacrato vescovo il 21 dicembre. Il 23 gennaio 1799 a Napoli fu proclamata la Repubblica: Natale vi aderì immediatamente, il giorno appresso. Il vescovo restò in sede fino al luglio di quell’anno, quando, a causa di una sommossa popolare antigiacobina, fuggì a Capua ma, presa questa dai Sanfedisti, fu arrestato e tratto a Napoli dove fu giudicato reo di morte dal tribunale istituito da Ferdinando IV dopo la caduta del regime giacobino. Le vicende del vescovo destarono gran turbamento nella Curia Romana, in Pio VI (che sarebbe morto il 29 agosto 1799) e in Pio VII (eletto il 14 marzo 1800), il quale protestò col re per l’accaduto. Scrive il Moroni: “L’animo del Papa fu vivamente commosso da questo avvenimento e gravemente si lagnò col re perché un tribunale secolare in un paese cattolico avea fatto perire i ministri dell’altare e gli unti del Signore, mentre non furono castigati i veri rei che con mano sacrilega aveano rapinato le chiese e portato ovunque la desolazione e la morte. Deplorò ancora la soppressione di tanti monasteri e l’appropriazione de beni senza il consenso della s. Sede. I ministri regi incolparono i due vescovi che facevano parte del tribunale straordinario, toccando a loro e non al re giustificare la rampognata condotta. Pio VII allora scomunicò Gervasi [arcivescovo di Capua], Torrusio [vescovo di Capaccio] e tre altri prelati che aveano influito alla condanna dell’infelice Natali» (Dizionario di erudizione storico-ecclesiastica, vol. LXV, P. 283).




Seguite Radio Spada su:
- il nostro negozio: www.edizioniradiospada.com;
- Telegram: https://t.me/Radiospada;
- Gloria.tv: https://gloria.tv/Radio%20Spada;
- Instagram: https://instagram.com/radiospada;
- Twitter: https://twitter.com/RadioSpada;
- YouTube: https://youtube.com/user/radiospada;
- Facebook: https://facebook.com/radiospadasocial
