San Massimo il Confessore (Costantinopoli, 580 – Lazica, 13 agosto 662), teologo di prim’ordine, fu tra i campioni dell’Ortodossia nella grande lotta della Chiesa contro l’eresia monotelita. Per la confutazione degli eretici percorse l’Africa, donde poi passò a Roma: qui fu accanto a papa Teodoro (642-649) e poi a papa s. Martino I (649-655). Di quest’ultimo fu compagno nella persecuzione scatenata dall’eretico Costante II: il principe li fece arrestare e fece esiliare nel Chersoneso il pontefice e, dopo avergli fatto mozzare la mano destra, esiliò Massimo nel Caucaso. Di questo stretto di questo luminare della Chiesa Greca abbiamo una bella professione di fede nel primato e nell’infallibilità della Chiesa Romana.

«Tutti i termini dell’universo e quanti in ogni luogo della terra confessarono Gesù Cristo Signor nostro con candidezza e ortodossia rivolgono perpetuamente lo sguardo alla Santissima Chiesa Romana come a sole di eterna luce, e alla sua Confessione e alla sua Fede si attengono, accogliendo da lei lo splendore che sfolgora da’ paterni e santi dommi secondo che furono con tanta purezza e religiosità definiti ne’ sei sacri e a Dio cari Concili, celebrandone con pubblicità pienissima il simbolo della Fede. Imperocchè dal principio della discesa fra noi del Verbo Incarnato, tutte le Chiese de’ Cristiani d’ ogni paese ebbero ed hanno la grandissima Chiesa quivi stabilita per ogni loro sostegno e fondamento, siccome tale contro cui, secondo la promessa del Salvatore medesimo, non prevalerebbero mai le porte dell’ Inferno; ma possederebbe le chiavi della fede Ortodossa in lui e della sua Confessione, ed aprirebbe l’ingresso nella sola vera ed unica religione a quanti piamente comunicano con lei. Essa chiude ed ottura ogni bocca ereticale che ingiuria con la lingua l’Altissimo»[1].

«Se non vuole essere eretico e non vuole sentirselo dire, non si metta dalla parte di questo o di quello: ciò è inutile e irragionevole perché se c’è uno che si scandalizza di lui, tutti sono scandalizzati, e se uno è appagato, tutti senza dubbio sono appagati. Quindi si affretti ad accordarsi su tutto con la Sede Romana. Una volta accordatosi con essa, tutti insieme e ovunque lo riterranno pio e ortodosso. Infatti parla inutilmente chi crede che una persona siffatta debba essere persuasa e sottratta al castigo da me; egli non dà garanzie e implora il beatissimo Papa della santissima Chiesa dei Romani, cioè la Sede Apostolica, la quale dallo stesso Verbo di Dio incarnato, ma anche da tutti i santi Sinodi, secondo i sacri canoni ricevette e detiene il governo, l’autorità e il potere di legare e di sciogliere in tutto e su tutto, quanto si riferisce alle sante Chiese di Dio che esistono su tutta la terra»[2].


  1. cit. in Gli Slavi e l’enciclica “Grande Munus” in “La Scienza e la Fede”, anno 40° – serie 4ª – volume XXIII, Napoli, 1881, p. 198 ↩︎
  2. cit. in Pio IX, Quartus supra, 6 gennaio 1873 ↩︎

🔴Papa sant’Innocenzo I e il primato del Romano Pontefice

🔴San Efrem Siro e il Primato di San Pietro

🔴 San Giulio I. Il primato romano contro gli Ariani

🔴 S. Celestino I e il Primato Romano al Concilio di Efeso

🔴 Sant’Atanasio d’Alessandria e il Primato Romano

🔴La liturgia greca di papa san Martino I e la fede degli Orientali nel Primato Romano

🔴Articoli sul Papato, il Primato e l’Infallibilità



Seguite Radio Spada su: