Dal Commento sul Salmo 118 di sant’Ambrogio.

Il Profeta dice che l’inizio della sapienza è il timore del Signore (Ps. CX, 10). Che cos’è del resto l’inizio della sapienza se non la rinunzia al mondo? Infatti essere sapienti di una sapienza solo secolare è stoltezza. L’Apostolo dice del resto che presso Dio è stoltezza la sapienza di questo mondo (1Cor. I, 20). Ma lo stesso timore del Signore, se non è secondo la scienza, a nulla giova, anzi al contrario può essere oltremodo d’ostacolo. E così ad esempio i Giudei hanno lo zelo di Dio, ma poiché non l’hanno secondo la scienza, proprio a ragione di questo loro zelo e timore offendono maggiormente Dio. Poiché circoncidono i propri infanti e custodiscono l’osservanza del sabato hanno il timor di Dio, ma poiché non sanno che la legge è spirituale, circoncidono solo il proprio corpo non il proprio cuore. Hanno timore di accendere il fuoco in giorno di sabato, mentre la legge della santificazione proibisce che in quel giorno sia acceso il fuoco della delle libidini. Ma perché parlo dei Giudei? Infatti anche fra noi vi sono coloro che hanno un timor di Dio non secondo la scienza, stabilendo precetti più duri di quanto la condizione umana possa sopportare. Il timore è in loro perché credono di adempiere alla disciplina e di esigere la virtù, ma l’ignoranza sta nel fatto che non hanno compassione per la natura e non valutano le possibilità. Il timore dunque non sia irrazionale. La vera sapienza inizia dal timore di Dio e non c’è sapienza spirituale senza timore di Dio, così come il timore non deve esistere senza sapienza.

PL XV, 1331



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