Un passo tratto dall’opera “La Vierge toute Sainte” del p. Joachim M. Dourche (1864-1931), dell’Ordine dei Servi di Maria, due volte Procuratore Generale del suo Ordine e Consultore del Sant’Offizio e della Sacra Penitenzieria Apostolica, per capire il mistero della termine del corso della vita terrena della Madre di Dio.

«La chiave del segreto, l’unica, a parer nostro, è questa: oltre l’unione abituale del suo spirito con Dio, oltre i rapimenti ordinari, di cui ci ha parlato S. Francesco di Sales, più di una volta la Vergine Santissima, già prima della Passione, nei momenti più solenni della vita, fu elevata alla contemplazione di quei beni celesti, non potuti descrivere da S. Paolo pur dopo averli gustati. Ricordiamo quanto dicemmo altrove della scienza di Maria. Dio doveva forse negarle, dopo la risurrezione, ciò che allora e già prima, le aveva concesso? Evidentemente no. Quei preziosi momenti divennero invece ci sembra, sempre meno rari con gli anni, per compensare così la nostra buona Madre del prolungarsi dell’esilio. Queste momentanee elevazioni, perché passeggere, non cagionavano la morte. Ma, saranno esse sempre passeggere? Maria resterà sempre lontana dal suo Diletto? Gesù non avrà compassione della Madre sua e la lascerà indefinitamente languire e anelare a lui, come il cervo assetato anela alle sorgenti d’acqua viva? No. Suonerà finalmente l’ora tanto bramata della riunione definitiva. E appunto quando questa suonò, quando Gesù Cristo si strinse al suo cuore la Madre divina, in un supremo amplesso che era la comunicazione piena, intera, eterna della vita dello stesso Dio, Maria, inebriata dalle celesti delizie, lasciò la terra per il cielo. Questa morte, motivata in ultima analisi dall’entrare nel possesso di una vita superiore, appena merita il nome di morte. Onde, cogli antichi testi liturgici, preferiamo dirla un transito, Transitus e un sonno, Dormitio; ma un sonno divino, sopravvenuto senza che nessuno l’aspettasse, nel tempo e nel luogo scelti da Dio, e che, nella realtà invisibile, era il vero risveglio. Aprire, infatti, gli occhi agli splendori della Patria per cessare di vedere le tristezze dell’esilio, vuol forse dire morire?»


🔵La preziosissima morte di Maria Santissima

🔵Ragioni teologiche in favore dell’immortalità di Maria



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