Nella festa di San Pietro in Vincoli, in cui si venerano le catene delle prigionie gerosolimitana e romana del Principe degli Apostoli, riportiamo una significativa e attualissima riflessione di don Giacamo Margotti.

Gran cosa! Il papato risplende più nell’ignominia della croce che nella gloria del Taborre! Il Guicciardini, discorrendo nella sua storia di Giulio II, lo paragonava ad Anteo, di cui «hanno lasciato gli scrittori favolosi alla memoria dei posteri; che quante volte, domato dalle forze di Ercole, toccava la terra, tanto si dimostrava in lui maggior vigore. Il medesimo operavano le avversità. nel Pontefice, che, quando pareva più depresso e più conculcato, risorgeva con l’ animo più costante e più pertinace»[1]. Perdoniamo al Guicciardini il confronto mitologico, ma questo contiene una solennissima verità, e chi studia la storia del Papato, vede che le sue glorie, e diremmo quasi la sua potenza aumenta in ragione della forza degli assalti e della crudeltà delle persecuzioni. I Papi più grandi che tengano negli annali della Chiesa un luogo più risplendente, sono i Papi più perseguitati, a cominciare da S. Pietro crocifisso.

Le vittorie della Chiesa ne’ primi anni del pontificato di Pio IX, Milano, 1859, p. 146

  1. Storia, IX, 13 ↩︎

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