di S. Alfonso Maria de’ Liguori
Ma se mente umana, dice S. Bernardo, non può arrivare a capire la gloria immensa, che Dio ha preparata in cielo a coloro che in terra l’hanno amato, come ci avvisò l’Apostolo, chi mai giungerà a comprendere quid praeparavit gignenti se? qual gloria abbia egli apparecchiata alla sua diletta Madre, che in terra l’ha amato più di tutti gli uomini, anzi sin dal primo momento ch’ella fu creata l’amò più di tutti gli uomini e di tutti gli angeli uniti insieme? Ha ragione dunque la santa Chiesa di cantare, avendo Maria amato Dio più di tutti gli angeli, ch’ella sia stata sopra tutti gli angeli sublimata in cielo … L’opere di Maria, come parla sant’Idelfonso, è certo che superarono incomparabilmente nel merito l’opere di tutti i santi, e perciò non può comprendersi il premio e la gloria ch’ella si meritò: Sicut est incomparabile quod gessit, ita et incomprehensibile praemium et gloria inter omnes sanctos quam meruit (Serm. 2, de Ass.). E s’è certo che Dio rimunera secondo il merito, siccome scrisse l’Apostolo: Reddet unicuique secundum opera eius (Rom. II, 6), certamente ancora, dice S. Tommaso, la Vergine, che superò il merito di tutti ed uomini ed angeli, dovette esser innalzata sopra tutti gli ordini celesti: Sicut habuit meritum omnium et amplius, ita congruum fuit ut super omnes ponatur ordines caelestes (Lib. de sol. sanct.). In somma, soggiunge S. Bernardo, si misuri la grazia singolare ch’ella acquistò in terra, e quindi si misuri la gloria singolare ch’ella ottenne in cielo: Quantum enim gratiae in terris adepta est, tantum et in caelis obtinet gloriae singularis. La gloria di Maria, considera un dotto autore (il P. La Colombiere) che fu una gloria piena, gloria compiuta, a differenza di quella che hanno in cielo gli altri santi … La S. Vergine, essendo stata ripiena di tutte le grazie, fu ella sublime più di ciascun santo in ogni sorta di virtù: ella fu apostola degli apostoli, fu regina de’ martiri mentre patì più di tutti: fu la confaloniera delle vergini, l’esempio delle coniugate, unì in sé una perfetta innocenza con una perfetta mortificazione; unì in somma nel suo cuore tutte le virtù più eroiche, che avesse mai praticate alcun santo. Onde di lei fu detto: Astitit regina a dextris tuis in vestitu deaurato, circumdada varietate (Ps. XLIV); poiché tutte le grazie, i pregi, i meriti degli altri santi, tutti si trovano congregati in Maria, come le dice l’abbate di Celles: Sanctorum omnium privilegia, o Virgo, omnia habes in te congesta. In modo tale che siccome lo splendore del sole eccede lo splendore di tutte le stelle insieme unite, così, dice S. Basilio, la gloria della divina Madre supera quella di tutti i beati: Maria universos tantum excedit, quantum sol reliqua astra (Or. de Ann.). Ed aggiunge S. Pier Damiani che siccome la luce delle stelle e della luna scomparisce, quasi queste non più vi siano, al comparire del sole; così Maria oscura talmente nella gloria lo splendore degli uomini e degli angeli, che quasi in cielo questi non compariscono: Sol ita sibi siderum et lunae rapit positionem, ut sint quasi non sint. Similiter et virga Iesse utrorumque spirituum habet dignitatem, ut in comparatione Virginis nec possint apparere (Serm. de Ass.). Quindi asserisce S. Bernardino da Siena con S. Bernardo che i beati partecipano in parte della divina gloria, ma la Vergine in certo modo n’è stata talmente arricchita, che par che una creatura non possa più unirsi a Dio di quel ch’è unita Maria: Divinae gloriae participatio ceteris quodammodo per partes datur, sed secundum Bernardum B. Virgo Maria penetravit abyssum, ut, quantum creaturae conditio patitur, illi luci inaccessibili videatur immersa (T. 1, ser. 61, a. 2, c. 10). Al che si unisce ciò che dice il B. Alberto Magno, che la nostra regina contempla Dio molto da vicino e incomparabilmente più che tutti gli altri spiriti celesti: Visio Virginis Matris super omnes creaturas incomparabiliter contemplatur maiestatem Dei (De laud. Virg., c. 69).31 E dice di più il sopranominato S. Bernardino che siccome gli altri pianeti sono illuminati dal sole, così tutti i beati ricevono luce e gaudio maggiore dalla vista di Maria: Quodammodo sicut cetera luminaria illuminantur a sole, sic tota caelestis curia a gloriosa Virgine laetificatur (Loc. cit., art. 3, c. 3). E in altro luogo similmente asserisce che la Madre di Dio salendo al cielo ha accresciuto il gaudio a tutti i suoi abitanti: Gloriosa Virgo cum caelos ascendit, supernorum gaudia civium cumulavit (Serm. de Ass.).33 Onde disse S. Pier Damiani che i beati non hanno maggior gloria in cielo dopo Dio, che di godere la vista di questa bellissima regina: Summa gloria est post Deum te videre (Serm. 1, de Nat.). E S. Bonaventura: Post Deum maior nostra gloria et maius nostrum gaudium ex Maria est.
(dal Discorso VIII sull’Assunzione)
🔵La bolla dogmatica “Munificentissimus Deus” di Pio XII sull’Assunzione
🔵La definizione del dogma dell’Assunzione corporea della Madre di Dio
🔵L’incorruzione del corpo della Vergine
🔵Ragioni teologiche in favore dell’immortalità di Maria
🔵 Il trionfo della materia in Maria Assunta
🔵 Sermone di San Giovanni Damasceno sull’Assunzione della Vergine
🔵 Sermone di san Bernardo sull’Assunzione di Maria
🔵 Un’omelia di san Pietro Canisio sull’Assunzione di Maria
🔵 L’Assunzione di Maria e la vera glorificazione del corpo

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