Secondo quanto riferito dai veggenti di Medjugorje nel 1984 la “Madonna” avrebbe rivelato loro che il 5 agosto di quell’anno si sarebbero compiuti i duemila anni dalla sua nascita[1]. Per cui, tra i fautori dell’autenticità del fenomeno Medjugorje e relativo culto, è invalso l’uso di commemorare la Natività di Maria in questa giornata, ritenuta “vera” rispetto a quella dell’8 settembre proprio del culto ecclesiastico più antico.
Ora, senza voler entrare nel merito delle apparizioni bosniache[2], è curioso che riguardo la data di nascita della Vergine Santissima, nello specifico dell’anno, si sia pronunziato un Romano Pontefice tra i più dotti che la Provvidenza abbia donato alla Chiesa: Leone XIII (1878-1903).
Correva l’anno 1882: un un sacerdote romano promosse l’idea che l’8 settembre 1885 sarebbe ricorso il XIX centenario della nascita della Madre di Dio. L’idea fu accolta con favore e fervore da rinomati periodici cattolici tanto che nel 1883 fu umiliata alla Sede Apostolica la richiesta che il suddetto centenario venisse celebrato con tutte le solennità del caso. Questa pia richiesta era basata su fonti dell’antichità cristiana e suffragata da molti Cardinali, Vescovi, Teologi e altre personalità insigni della cattolicità del tempo. Leone XIII affidò la questione alla Sacra Congregazione dei Riti, la quale il 1° giugno 1884 si espresse in termini sfavorevoli. Riportiamo la lettera col decreto inviata a tutti i Vescovi dell’Orbe dal Cardinale Prefetto, Domenico Bartolini[3].
Il Cardinal Ludovico Haynald, Eminentissimo Vescovo della Chiesa Metropolitana di Colocsa e di Bacs nel Regno d’Ungheria, con umili preghiere, sulla base del parere di alcuni teologi esperti di storia ecclesiastica, che consigliano di celebrare il diciannovesimo secolo dalla nascita della gloriosa Vergine e Madre di Dio Maria nell’anno 1885, ha chiesto al Santissimo Signor nostro Papa Leone XIII di stabilire una speciale festa da celebrare con rito solenne in tutto il mondo cattolico, l’otto settembre dello stesso anno, in occasione di questo lietissimo evento. A questa richiesta si sono associati molti altri Prelati, tra cui alcuni Eminentissimi Cardinali; vi hanno aderito anche molti uomini di chiesa illustri per dignità, e laici distinti per la loro religiosità: tutti mossi dal fervente desiderio di opporre un nuovo onore di culto alle offese e alle bestemmie con cui l’eccelsa Signora viene oggi attaccata dalla potestà delle tenebre, e di implorarla con più insistenza, in un’occasione così propizia, affinché si faccia mediatrice della pace che desideriamo presso Dio, e dispensatrice delle grazie celesti. Il Santissimo Signore, dopo aver considerato la gravità della questione, l’ha affidata a una speciale Congregazione di Eminentissimi Cardinali preposti alla tutela dei Sacri Riti. Riunitasi in Vaticano il 31 del mese di maggio appena trascorso, la Congregazione ha innanzitutto riscontrato in questo tema un ostacolo finora insolubile, dovuto alla mancanza di una conoscenza certa, che sarebbe assolutamente necessaria, dell’anno esatto della nascita della Vergine; dato che tutti gli eruditi, sia antichi che recenti, e gli stessi sostenitori delle celebrazioni centenarie, ritengono che il tempo della nascita della beatissima Madre di Dio non possa essere definito con certezza storica. Infatti, i documenti che vengono maggiormente citati, vale a dire il frammento di una lettera di Evodio, primo Vescovo di Antiochia dopo San Pietro, secondo cui la beata Vergine avrebbe partorito la luce di questo mondo all’età di quindici anni; e il Chronicon Paschale, da cui si dedurrebbe che la nascita di Maria sia avvenuta al massimo undici anni prima della nascita di Cristo: questi, oltre a non essere coerenti tra loro, vengono facilmente confutati come apocrifi, o di autorità del tutto dubbia, da tutti i critici di migliore reputazione, che portano valide ragioni. Per questo motivo, essi negano senza esitazione che si debba dare credito a una questione su cui le Sacre Scritture, gli antichi Padri, e i sicuri monumenti della storia ecclesiastica e della sacra antichità non hanno tramandato assolutamente nulla. Con la sua consueta saggezza, lo stesso Sommo Pontefice Benedetto XIV scrive a questo proposito: «Forse qualcuno si stupirà che non trattiamo della nascita della beata Vergine; ma poiché il testo sacro tace del tutto su di essa, abbiamo ritenuto opportuno tacere anche noi su una questione del tutto incerta, sulla quale, volendo scriverne molti, sembrano aver attinto da fonti torbide, come il Protoevangelo, che viene falsamente attribuito a San Giacomo, dal libro della Nascita della Vergine che erroneamente è attribuito a San Giacomo fratello del nostro Signore Gesù Cristo, e da alcuni a Cirillo d’Alessandria …. dalla fantasiosa lettera di S. Evodio ecc.» (De festis B. M. V. lib. II, cap. IX). È stato inoltre stabilito che l’usanza invalsa di celebrare le sacre commemorazioni centenarie non è del tutto adatta al caso presente. Poiché, come attestano gli stessi sostenitori delle celebrazioni centenarie, la festa richiesta verrebbe introdotta per la prima volta in questo diciannovesimo secolo, come qualcosa di nuovo nella Chiesa di Dio, e che non era stato neppure pensato in tutti i secoli passati dall’insigne pietà e devozione dei nostri antenati verso l’inclita Madre di Dio, o di certo era a loro inusitato. In verità, si deve ritenere che sia cresciuto con una ragione teologica e liturgica abbastanza congrua che le solennità secolari, che non vengono negate agli altri santi che regnano con Cristo, non si celebrino per quanto riguarda gli atti e i misteri più importanti della vita della Beata Vergine, cioè per la Natività, l’Annunciazione, l’Assunzione, e così via per gli altri. Poiché la Chiesa onora la Regina del cielo e Signora degli Angeli con una venerazione più eminente rispetto agli altri santi, alla quale, in quanto Madre di Dio … è dovuta. .. non una generica dulia, ma l’hyperdulia (S. Tommaso, 3a parte, quest. 25, art. 5). Pertanto, con una solenne commemorazione più che secolare, la Chiesa celebra le ricorrenti solennità dei suoi misteri con la stessa eccellenza di culto e lo stesso tributo d’onore; mentre del resto il culto della Madre di Dio nella Chiesa è chiaramente quotidiano, e quasi non limitato da alcuna misura di tempo. Questi pochi punti, anche solo appena accennati, mostrano a sufficienza la prudenza della Sacra Congregazione, che, dopo aver esaminato attentamente ogni cosa riguardo al dubbio proposto: «È opportuno celebrare il prossimo anno 1885 in tutto il mondo la commemorazione centenaria della Natività della Beata Maria Vergine?», ha risposto all’unanimità: non è opportuno.
Il decreto continua prescrivendo uno speciale triduo per la festa della Natività e con la concessione di indulgenze ai partecipanti.
Questo responso romano ci dice che se Leone XIII e la Santa Chiesa non hanno ritenuto opportuno avallare come certa e storica la data dell’8 settembre del 15 a.C. come giorno natale di Maria Santissima, tantomeno è prudente ritenere e bandire come certa la data del 5 agosto dello stesso anno riferita da un rivelazione privata alla quale, secondo il constante magistero pontificio, “non dobbiamo né possiamo prestare un assenso di fede cattolica, ma solo di fede umana secondo le regole di prudenza … [tanto che] uno [può], salva l’integrità della fede cattolica, non prestare il suo assenso alla rivelazioni private e non prenderle in considerazione”[4].
In ultimo, per dovere di cronaca, va ricordato che la recente nota “La Regina della Pace” del Dicastero per la Dottrina della Fede, ha bollato come “di improbabile origine soprannaturale”, spiegabili “unicamente a partire dai desideri personali dei presunti veggenti” nonché “fuorvianti” alcuni fra i messaggi che la “Gospa” avrebbe consegnati ai veggenti. E fa il seguente esempio:
«Il 5 agosto prossimo si celebri il secondo millennio della mia nascita […]. Vi chiedo di prepararvi intensamente con tre giorni […]. In questi giorni non lavorate» (01.08.1984).
È ragionevole che i fedeli, facendo uso della prudenza e del buon senso, non prendano sul serio o non diano retta a questi dettagli. [5]
- L’intera vicenda è riferita nei dettagli da p. Livio Fanzaga nel suo blog, a cui si rimanda. ↩︎
- Si rimanda alla sezione Medjugorie del nostro blog. ↩︎
- La Scienza e la Fede, vol. XXXIV, serie IV, Napoli, 1884, pp. 135-137. ↩︎
- Preziosi ammonimenti di Benedetto XIV sulle rivelazioni private. ↩︎
- “La Regina della Pace”. Nota circa l’esperienza spirituale legata a Medjugorje, n. 30 ↩︎

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fonte immagine https://commons.wikimedia.org/wiki/Category:Statue_of_Virgin_Mary_(Podbrdo)#/media/File:Statue_Mary_Medjugorie_2008.jpg
