di p. Pedro de Ribadeneyra SJ (1527-1611)
In tutte [le materie], le quali Sant’Agostino trattò, che sono innumerabili, e quasi tutte quelle, che si possono trattate nella Sacra Teologia, si vide un ingegno più d’Angelo che d’uomo, una sapienza piu divina che umana, ragioni tanto sode e fondate, disposizione e ordine tanto ammirabile, acutezza e prestezza per disfare gli argomenti degli avversari, e un peso e gravità per confermare i suoi tanto eccellente e sovrana, che tutti i Dottori che dopo lui hanno scritto si pregiano di esser discepoli suoi; e gli Scolastici particolarmente, i quali esaminano e pensano col peso della ragione la verità della Santa Teologia lo tengono per loro Guida e Maestro, e principalmente l’Angelico Dottor San Tommaso si vestì dello spirito e della dottrina di Sant’Agostino in maniera che pare essersi trasformato in lui, e averla bevuta e succhiata come una spugna: onde si può conoscere quanto fosse grande il Maestro essendo il discepolo stato sì grande[1].
Scrisse Sant’Agostino tante opere e tanto eccellenti, o disputando contra gli eretichi e confutando gli errori, o dichiarando la Sacra Scrittura per edificazione dei Fedeli, che, come dice Possidonio, appena vi è chi le sappiano possa leggerle tutte, e fono tanto stimate e tenute in tanta venerazione, che i maggiori ingegni e i maggiori letterati son quelli che più le ammirano. E tutti i Savii, e Santi Cattolici danno a Sant’Agostino gloriosi titoli e illustri epiteti con grande amplificazione, ancorché nessuno arrivi a quello che merita il Santo. È chiamato Pozzo di Sapienza, Maestro della Teologia, Fiore de gli ingegni, grande Ornamento delle Scuole, Tempio della Religione, Colonna della Chiesa, Scudo della Fede Cattolica, Martello degli eretici, Esempio de’ buoni Prelati, Luce de’ Predicatori, Dottore de’ gran Dottori, uomo ammaestrato da Dio, che bevé nella fonte della divinità, fra i dotti Santissimo e far i Santi dottissimo. Un intero libro sarebbe necessario per riferire parte di quello, che i Santi e gravissimi Dottori della Chiesa e i Sommi Pontefici e Santi Concilii dicono di questo gloriosissimo Dottore, e le lodi che gli danno.
Il gran Girolamo scrivendo a Sant’Agostino gli dice queste parole: «In ogni tempo ho riverito la vostra Beatitudine con quell‘onore che devo, e ho amato il Salvator Nostro, che abita in essa. Ma ora è cresciuta più, se può crescere questa mia riverenza, e la misura dell’amore, che era piena, si è adesso colma in maniera, che non passa ora, che di voi non facciamo menzione: perché siete stato forte con l’ardore della Fede, e avete fatto resistenza a i venti furiosi contrarii, volendo piuttosto uscire solo libero di Sodoma, che abitare fra quelli, che vi dolevano perire. Ben sa la vostra prudenza quello che io dico. In tutto il mondo si celebra la vostra virtù: i Cattolici vi riveriscono e vi ammirano, come riparatore e restauratore della loro antica Fede, e, quello che è segno di maggior gloria, tutti gli eretici vi odiano e vi perseguitano col medesimo odio, per ammazzare col desiderio quelli ai quali non possono togliere la vita col ferro»
Flos sanctorm, Venezia, 1656, p. 609.
- Provvidenzialmente il giorno del genetliaco di sant’Agostino, 13 novembre, corrisponde alla festa del Patronato di san Tommaso d’Aquino «sulle Università degli Studi, le Accademie, i Licei, le scuole cattoliche» stabilita da Leone XIII col breve “Cum hoc sit” del 1880. ↩︎
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