di Redazione
Andiamo con ordine perché la carne al fuoco è tanta. Come raccontato qualche giorno fa – vedere: Come prima, più di prima / Con Leone XIV mano tesa ai progressisti estremi di “Noi siamo Chiesa” (scomunicati negli anni di Bergoglio) – alcuni esponenti del gruppo NSC saranno inseriti nelle attività Giubileo delle equipe sinodali e degli organismi di partecipazione.
La notizia, prima circolata solo nei blog di ambito ecclesiale, è rapidamente uscita ed è stata rilanciata dall’ANSA e di conseguenza da tutti i principali organi di informazione, con titoloni dedicati.
Prevedibile, è arrivato l’uragano di commenti, corse ai ripari, distinguo, arrampicate sugli specchi, “staremo a vedere” (a vedere cosa?) col solito copione indentico ai primi “anni argentini”.
Le precisazioni giunte per spiegare la dinamica sono però un disastro. Partiamo da Avvenire, non sospettabile di simpatie tradizionaliste (le grassettature di seguito sono nostre).
Il quotidiano “cattolico” scrive: Ieri l’agenzia Ansa ha reso nota la partecipazione all’evento giubilare anche di alcuni membri del movimento “Noi Siamo Chiesa”, su invito del segretario generale del Sinodo dei vescovi, il cardinale maltese Mario Grech, parlando di un incontro di costoro con Leone XIV.
1° problema. Vero che l’ANSA ha parlato di un incontro con Leone XIV ma va chiarito che non è farina del suo sacco. La nota agenzia si è limitata a citare una fonte ufficiale vaticana – VaticanNews – che strombazzava il fatto col titolo (traduciamo dal tedesco) Il movimento riformista parteciperà all’incontro dell’Anno Santo a Roma – Otto rappresentanti di “Noi siamo Chiesa” parteciperanno all’incontro dell’Anno Santo dei gruppi sinodali e degli organismi partecipativi in Vaticano alla fine di ottobre. Non solo: nell’articolo si dice esplicitamente che “i partecipanti incontreranno anche Papa Leone XIV e attraverseranno la Porta Santa”. Il tutto condito da virgolettati soddisfatti (e foto presso i locali vaticani) di Christian Weisner, membro del movimento.
Procede l’articolo di Avvenire: «Sono girate notizie parzialmente vere, alcuni hanno titolato “Il Papa invita esponenti di Noi Siamo Chiesa”, ma in realtà non è un invito che è venuto dal Papa», ha spiegato al giornale online Fanpage.it Elza Ferrario, co-coordinatrice di “Noi Siamo Chiesa – Italia”, che farà parte della delegazione.
2° problema. Cerchiamo di fare chiarezza. Molti (quasi tutti) hanno titolato stando proprio a ciò che i media vaticani avevano diffuso e che in effetti è previsto. Alcuni esempi: RaiNews – Il Papa incontrerà l’associazione ‘Noi siamo chiesa’, pro Lgbt e sacerdozio femminile, AGI – Papa Leone pronto a incontrare i movimenti pro Lgbt e donne preti, la stessa ANSA – Il Papa riceverà un’associazione pro Lgbt e donne preti. Quindi? Di che parliamo? Il titolo più simile a quello descritto dalla Ferrario lo si trova sul portale UCCR – Leone invita Noi siamo Chiesa: mano tesa ai progressisti? (nel testo dell’articolo si aggiunge poi che il fatto: “desta qualche domanda e perplessità“). Nel nostro titolo la parola invita nemmeno c’è. E che “con Leone” regnante – sotto il suo regno – ci sia una “mano tesa”, pare difficile da negare. Se e quanto sia coinvolto personalmente in questo disastro organizzativo e comunicativo, è un altro argomento.
Ma “il bello” arriva ora. L’articolo di Avvenire continua: L’invito, infatti, è arrivato in risposta a una richiesta inviata alla Segreteria del Sinodo dal presidente internazionale del movimento, Colm Holmes. A fine luglio otto membri di “Noi Siamo Chiesa-International” si sono registrati online per partecipare all’evento giubilare di fine ottobre, accedendo alla sezione “per singoli fedeli”. Non avendo ricevuto conferma dell’accettazione delle iscrizioni – ricostruisce sempre Fanpage – il 4 agosto il presidente ha scritto alla Segreteria del Sinodo per avere informazioni a riguardo e l’indomani la Segreteria ha confermato iscrizione e partecipazione agli eventi aperti del 24-26 ottobre. Aggiungendo: «A nome di Sua Eminenza il Cardinale Grech, desideriamo informarvi che, come gesto di apprezzamento nei vostri confronti, siete invitati a partecipare all’intero programma del Giubileo delle equipe sinodali, se lo desiderate». Ha commentato ancora Elza Ferrario: «Siamo felici di questa opportunità che ci viene offerta. C’è molta attesa per questo incontro e anche un po’ di gioia. Siamo un movimento riformista che non sempre ha avuto buoni rapporti con la Chiesa istituzionale, quindi sentire parole di stima ci fa piacere, poi c’è anche la curiosità di vedere che clima ci sarà in questo Sinodo».
3° problema. Ma come? Gesto di apprezzamento – opportunità che ci viene offerta – sentire parole di stima. Qui o c’è un serio problema di comunicazione o qualcosa di ben più grave non funziona. Del resto, ci torneremo dopo, è inevitabile che un atto del genere avrebbe determinato queste conseguenze. Dare visibilità a questi gruppi significa fare il loro gioco.
Attenzione però. Le citazioni di Avvenire (da Fanpage) si fermano a quanto trascritto, ma nell’articolo originale c’è altro. E si tratta di un discorso preciso.
4° problema. Il resto delle dichiarazioni. Cosa aggiunge la Ferrario? “Il risultato più grande che potremmo ‘portare a casa’ dal Sinodo sarebbe proprio quello di riconoscere le varianti locali, cioè che venga data la possibilità alla conferenza episcopale africana, che assolutamente non ne vuole sapere di benedire coppie omosessuali, di non farlo ma di fare in modo che invece la conferenza europea possa“. Capito? Poi prosegue: “Sui singoli punti abbiamo precedenti che ci fanno essere un pochino scettici, però adesso vediamo cosa dirà da Papa perché su queste questioni non è ancora intervenuto. Anche Francesco forse non era partito con certe idee, ma con l’esperienza, toccando con mano la sofferenza delle persone, probabilmente l’ha portato a cambiare il suo atteggiamento“. E conclude: “Sicuramente un giubileo per le persone Lgbt+ è una gran bella notizia, che ci fa sperare. Un primo passo“.
Parole chiare: non c’è bisogno di aggiungere molto. Ma resta da dire qualcosa sul rapporto con gli organi di informazione.
5° problema. Ne facevamo cenno prima ma specifichiamo meglio. Chiunque abbia nozioni da abc sul funzionamento della stampa e dei social sa che fa più notizia l’uomo che morde il cane del cane che morde l’uomo. Il Papa che incontra pro-LGBT favorevoli alle donne-prete va sicuramente nella prima categoria, in particolare se il fatto viene rilanciato ufficialmente sui media vaticani. Risulta dunque pacifico che dare spazio a questi soggetti significhi dare spazio alle loro istanze, al netto di ogni intenzione personale.
PS: Non è mancato chi ha fatto notare come Bergoglio avesse scomunicato la fondatrice di NCS. Sì, lo abbiamo detto anche noi nel primo articolo. Il senso, ovviamente, era che li aveva condannati “persino” Francesco – non “San Francesco Bergoglio, Dottore della Chiesa”. La vecchia differenza tra persino e infatti. E pure qui siamo all’abc.
Sipario.


Seguite Radio Spada su:
- Libreria: www.edizioniradiospada.com;
- Telegram: https://t.me/Radiospada;
- Gloria.tv: https://gloria.tv/Radio%20Spada;
- Instagram: https://instagram.com/radiospada;
- Twitter: https://twitter.com/RadioSpada;
- YouTube: https://youtube.com/user/radiospada;
- Facebook: https://facebook.com/radiospadasocial
