Premessa telegrafica:

  1. Il 19 settembre 1846 la Vergine Maria appare a La Salette;
  2. il fatto, ossia il solo fatto che a due bambini sia apparsa la Madonna, è stato approvato dall’Ordinario e dalla Santa Sede, la quale ha pure concesso il culto liturgico;
  3. a La Salette la Madonna ha dato un messaggio ai veggenti;
  4. la messa per iscritto e la diffusione di varie versioni del messaggio sono state caratterizzate da confusione;
  5. nella versione del 1879, nota come “Il Segreto”, si legge che Nostra Signora avrebbe detto: «Roma perderà la fede e diventerà la sede dell’Anticristo».

Ora questa frase, a cui alluse anche Mons. Lefebvre nella predica tenuta nella gloriosa giornata delle consacrazioni episcopali del 30 giugno 1988 («E poi conoscete bene le apparizioni de La Salette, in cui la Madonna dice che Roma perderà la Fede, che a Roma vi sarà un’eclisse»), sembra calzare alla perfezione con la situazione tragica della Chiesa a seguito del Concilio Vaticano II, poiché è evidente che Roma, ossia la gerarchia e lo stesso pontefice, a motivo dell’eresia modernista, sparge dottrine contrarie alla fede (collegialità, ecumenismo, falsa libertà religiosa, ammiccamenti al mondo LGBTQ+, e simili).

Allo stesso tempo però quella su quella frase, e su tutta la versione del “Segreto” che la contiene (la versione del 1879) grava la condanna della Santa Sede[1].
La frase in sé infatti può richiamare pericolosamente la predicazione luterana: per l’eresiarca sassone infatti Roma era la sede dell’Anticristo e quest’ultimo era da identificarsi col Papa.

Un po’ di luce e guida ci viene dall’abbé Jean Michel Gleize FSSPX che scrive:

«L’atteggiamento di Lutero e in generale quello di tutti i settari protestanti deve sempre suggerirci una certa prudenza nell’uso di quest’espressione. Per lo stesso motivo la Chiesa ha sempre mostrato riserbo nei riguardi del segreto di Melania, la veggente di La Salette. Il riserbo si è reso necessario a causa dell’espressione attribuita alla Madonna: «Roma perderà la fede e diventerà la sede dell’Anticristo». Presa a rigore di termini, nella sua prima parte quest’espressione sembra perlomeno temeraria e ingiuriosa; quanto alla seconda parte, l’ambiguità è ancora più grave perché, intesa in senso letterale, come se designasse non la persona ma l’istituzione, l’affermazione è nientemeno che eretica. Benché gli avvenimenti della fine del XX secolo autorizzino, fino a un certo punto e nelle debite proporzioni, l’impiego dell’espressione, resta comunque il fatto che gli avvertimenti del Cielo, per poter essere presentati con ogni garanzia d’autenticità, devono essere esenti dal minimo equivoco. Si capisce per quale ragione Roma abbia rifiutato di concedere il nihil obstat canonico che avrebbe autorizzato la pubblicazione di questo testo; e bisogna pure riconoscere che il giudizio di padre Poulain, nel suo trattato di teologia mistica (Les grâces d’oraison, capitolo 22, §36), è un’espressione di buon senso. Il cardinale Billot era ancora più severo, ma non per questo meno giusto. Per capire la ragione della sua severità, può essere utile confrontare l’espressione di La Salette con quella di Fatima: «Il Santo Padre dovrà soffrire molto». Evidentemente, il ricorso a un simile eufemismo evita di recare pregiudizio all’istituzione divina, senza urtare il nostro istinto di fede: possiamo respirare tranquillamente, in un clima perfettamente cattolico. La formula di La Salette è forse più forte, manca però della necessaria delicatezza. Beninteso, non sono proprio i modi di esprimersi di Lutero, ma neanche quelli dello Spirito Santo. Nell’omelia delle consacrazioni episcopali del 30 giugno 1988, mons. Lefebvre cita questa profezia di La Salette, evitando però di riprendere l’espressione che Melania attribuisce alla Madonna. Si limita a dire: «La Madonna ha annunciato come un’eclissi a Roma, un’eclissi della fede». Parlare così è molto più saggio e deve servirci di esempio»[2].

Inoltre è bene tenere sempre a mente i due seguenti autorevolissimi insegnamenti:

  1. san Tommaso, nel commentare il detto di san Paolo «Non disprezzate le profezie»[3] dice che «Per “‘profezie” si intende la dottrina divina (la Rivelazioni contenuta nella Tradizione e nella Scrittura, ndr). Coloro che insegnano la dottrina divina sono infatti chiamati profeti; come se dicesse: non disprezzate le parole e le predicazioni di Dio»[4];
  2. papa Benedetto XIV ci ammonisce sul fatto che «alle rivelazioni private, anche se approvate, non dobbiamo né possiamo prestare un assenso di fede cattolica, ma solo di fede umana secondo le regole di prudenza»[5].

  1. La Salette: il Segreto condannato” dell’abbé Jean Michel Gleize FSSPX. ↩︎
  2. Il vero volto di Lutero, Albano Laziale, Edizioni Piane, 2017, pp. 46-47. ↩︎
  3. 1Thess. V, 20. ↩︎
  4. Super I Epistolam B. Pauli ad Thessalonicenses lectura c. 5, l. 2. ↩︎
  5. Preziosi ammonimenti di Benedetto XIV sulle rivelazioni private ↩︎

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