Nato a Montedoro (Caltanisetta) il 6 marzo 1827, percorse velocemente e brillantemente la carriera ecclesiastica: chierico a 11 anni nel 1838, suddiacono nel 1848, diacono e poi prete nel 1849. Già dal 1846 aveva iniziato gli studi teologici e giuridici. Durante gli anni del seminario non riportò neanche la pur minima censura, distinguendosi per chiarezza di ingegno e bontà di costumi. Negli stessi anni fece amicizia col monaco benedettino Giuseppe Benedetto Dusmet, più tardi Arcivescovo di Catania e Cardinale di Santa Romana Chiesa. Nel 1855 fu chiamato alla carica di Segretario del Tribunale della regia monarchia e apostolica delegazione. Nel 1857 entrò fra prima fra i beneficiati poi fra i canonici della Metropolitana di Palermo. Nel 1859 fu chiamato ad occuparsi degli affari ecclesiastici in seno al regio governo borbonico, funzione che mantenne anche a seguito del cambio di regime. Dal 1861 al 1871, benché sotto strettissima osservazione da parte della polizia italiana che lo sospettava di cospirazione contro l’ordine politico post 1860, fu Professore di Diritto Canonico presso la Regia Università di Palermo. Ammirato dallo zelo sacerdotale del canonico Guarino, Pio IX, nel concistoro del 23 febbraio 1872 lo provvide alla Chiesa Metropolitana di Siracusa. Il 17 marzo successivo ricevette la consacrazione per le mani dell’Arcivescovo di Palermo, mons. Michelangelo Celasia OSB (poi Cardinale). Prese possesso della sua Chiesa per procura ed essendo privo del regio exequatur (che mai venne), fu scacciato a forza dall’episcopio. Dopo tre anni di arcivescovado siracusano, faticoso (anche per via di qualche misura di allontanamento coatto) ma fruttuoso, il 5 luglio 1875 fu traslato alla Chiesa Metropolitana di Messina che resse fino alla morte, sostenendo grandi fatiche per la difesa della Chiesa, la salvezza delle anime e la cura materiale dei poveri. Leone XIII, che lo ebbe consigliere per la nomina dei vescovi siciliani, lo creò Cardinale Prete di San Tommaso in Parione il 16 gennaio 1893: “Bisognava dare alla Sicilia una scossa di fede – gli disse il Papa – tre Cardinali [Guarino, Dusmet, Celesia] resisteranno bene alla Massoneria”. Ricco di meriti, morì in odore di santità il 21 settembre 1897.


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