Riprendiamo alcuni passaggi della voce “Mitra” del Dizionario di erudizione storico-ecclesiastica (vol. 45, pp. 260-281) del cav. Gaetano Moroni.

Ornamento ed insegna ecclesiastica del capo, che portano il Papa, i cardinali, i vescovi, gli abbati regolari o mitrati, ed altri prelati: segno di onore, di maestà e di giurisdizione. È un berretto rotondo, puntato e spaccato nella sua sommità, con due bendoni od infole che cadono sulle spalle; e fu chiamata anche pileo cornuto, perché finisce in due punte … Aveva pure la mitra il sommo sacerdote degli ebrei, che portava in capo quando celebrava le sacre funzioni nel tabernacolo, differente di molto da quella usata dai sacerdoti inferiori, come coperta di colore giacinto, e circondata di una corona d’oro distinta in tre ordini, i quali lasciavano spazio per la lamina d’oro che legavasi sulla fronte con nastro di colore giacinto, conforme al comando di Dio … Per tradizione apostolica i vescovi portano la mitra nelle sacre funzioni, poiché gli apostoli s. Giacomo primo vescovo di Gerusalemme, e s. Giovanni vescovo d’ Efeso portavano la lamina d’oro in testa, ornamento misterioso equivalente alla mitra, così i primi vescovi: che se tale lamina non si può dire rigorosamente mitra, non avendone la forma ch’ora si vede, era bensì segno della dignità che gli apostoli avevano nelle chiese da essi governate, ornamento della dignità episcopale, e simbolo del sacerdozio regale … Diversi sono i mistici significati che i liturgici danno alla mitra. Durando, De divin. off. lib. 3, cap. 3, osserva che gli eretici derisero la mitra come cosa indecente, anco perché termina in due punte che chiamano corna, cornua[1]. Che l’idea del corno non era ignominiosa presso gli antichi, lo dicemmo … Il corno di cui si parla nella sacra Scrittura, suole significare gloria, potestà e segno di principato. La mitra si usa in segno di potestà, ed è bicorne, perché indica onore e la scienza dell’uno e l’altro testamento che devono risplendere nel capo de’ pastori ecclesiastici, al dire del Macri; ovvero come insegnò s. Tommaso, le due parti della mitra sono insieme unite e separate per figurare i due testamenti, come spiegò sopra il cap. 13 dell’ Apocalisse. Altre spiegazioni le addusse Innocenzo III, cap. 60, dichiarando la mitra significare la magnificenza di Cristo … Pascalio, De coronis, stima che una parte significhi la santità del vescovo, l’altra la sua dottrina; Pietro Gregorio vi crede, espresso l’amore verso Dio ed il prossimo; ed il Piazza, Iride sacra p. 270, dichiara, che l’altezza della mitra misticamente esprime, che il vescovo deve così sopravanzare nella scienza i sudditi; e che quanto alla mitra di lastra d’oro, simbolo dell’oro è la nobiltà, di dominio, di costanza, di fede, di sincerità, di sapienza e di conforto, qualità proprie del pastore delle anime, ed esemplare d’ogni virtù. Difficile però è conoscere i motivi per cui fu introdotto questo ornamento del capo, certamente per accrescimento di decoro e maestà, inerendo a quanto Dio prescrisse ai sacerdoti del tempio con insegne equivalenti … Ora riporteremo alcune erudizioni sulle mitre de’ Papi. Prima di morire s. Gregorio VII mandò la sua mitra pontificale a s. Anselmo vescovo di Lucca, per mezzo della quale Dio operò molti miracoli … Ad Eugenio IV cadde la mitra sul cardinal Parentucelli, che gli successe col nome di Nicolò V. La madre di Pio II, la notte innanzi che lo partorì si sognò di dare alla luce un figlio con mitra in testa (ciò che prese per cattivo augurio, solendosi allora porre una mitra di carta ai chierici degradati); ed avendo sett’anni, altri fanciulli lo crearono Papa con mitra di malva, e baciandogli il piede. Gregorio XIII nel ricevere all’ obbedienza il cardinal Facchinetti, gli cadde sul di lui capo la mitra poi divenne Innocenzo IX. Essendo caduta in concistoro la mitra dalla testa di Alessandro VIII fu preso per tristo augurio, e mori dopo quattro mesi. Innocenzo XII per la canonizzazione di s. Pio V, nella traslazione del di lui cadavere al luogo ove si venera, fece sostituire alle vecchie nuove vesti, e furono date al Papa la mitra e la croce dal generale dei domenicani. Benedetto XIII consagrò un gran numero di vescovi, e soleva loro regalare una mitra di lama d’oro.


  1. I corni sono menzionati anche nella preghiera che deve essere recitata dal consacratore e dai co-consacranti nell’imporre la mitra al nuovo vescovo: «Imponimus, Domine, capiti huius Antistitis et agonistae tui galeam munitionis et salutis, quatenus decorata facie, et armato capite, cornibus utriusque Testatamenti terribilis appareat adversariis veritatis; et, te ei largiente gratiam impugnator eorum robustus exsistat, qui Moysi famuli tui faciem ex tui sermonis consortio decoratam, lucidissimis tuae claritatis ac veritatis cornibus insignisti: et capiti Aaron Pontificis tui tiaram imponi jussisti» [Imponiamo, o Signore, sul capo di questo tuo Vescovo e combattente l’elmo della difesa e della salvezza, affinché con il volto adorno e il capo armato delle corna di entrambi i Testamenti appaia terribile agli avversari della verità; e, donandogli tu la grazia, possa essere un loro forte oppositore, tu che adornasti il volto di Mosè tuo servo, in virtù della comunione con la tua parola, e lo distinguesti con le lucidissime corna della tua chiarezza e verità, tu che comandasti che sul capo di Aronne tuo Pontefice fosse posta la tiara]. Le corna della faccia di Mosè sono un richiamo a Exod. XXXIV, 29-35, in, secondo il testo della Volgata, si dice che la facies del gran Legislatore ebreo era cornuta: nel corso della trasmissione del testo l’originale karan (raggio/raggiante/splendente) è stato confuso con keren (corno) ↩︎

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