di Sant’Alfonso Maria de’ Liguori

Maria non solo patì nello spirito tutto quello che patì il Figlio nel corpo, ma di vantaggio recò più dolore al suo cuore la vista delle pene del Figlio, che se ella avesse sofferte tutte quelle pene in se stessa. Che Maria patisse nel suo cuore tutti gli strazi da cui vide tormentato il suo amato Gesù, non può dubitarsi. Ognuno intende che le pene de’ figli son pene ancor delle madri, allorch’elle si trovano presenti a vederli patire. Sant’Agostino considerando il tormento che pativa la madre de’ Maccabei ne’ supplizi in cui vedea patire i suoi figli, dice: Illa videndo in omnibus passa est; quia amabat omnes, ferebat in oculis quod in carne omnes (Serm. 109 de divers., c. 6). Così anche avvenne a Maria: tutti quei tormenti, i flagelli, le spine, i chiodi, la croce, che afflissero le carni innocenti di Gesù, entrarono nello stesso tempo nel cuore di Maria a compire il suo martirio. Ille carne, illa corde passa est, scrisse sant’Amedeo (Hom. 5). In modo che, dice S. Lorenzo Giustiniani, il cuore di Maria divenne come uno specchio de’ dolori del Figlio, in cui si vedevano gli sputi, le percosse, le piaghe e tutto ciò che pativa Gesù: Passionis Christi speculum effectum erat cor Virginis; in illo agnoscebantur sputa, convicia, verbera, vulnera (De agon. Chris., c. 21). E riflette S. Bonaventura che quelle piaghe, le quali erano sparse per tutto il corpo di Gesù, erano tutte poi unite nel solo cuor di Maria: Singula vulnera per eius corpus dispersa, in uno corde sunt unita (De planctu Virg. in Stim. am.). Sicché la Vergine per la compassione al Figlio fu nel suo cuore amante flagellata, coronata di spine, dispregiata, inchiodata alla croce: ond’è che contemplando lo stesso santo Maria sul monte Calvario, mentre assisteva al Figlio moribondo, si fa a domandarle: Signora, ditemi, dove allora stavate voi? Solamente forse vicino alla croce? No, dirò meglio, voi stavate nella stessa croce crocifissa insieme col vostro Figlio: O Domina mea, ubi stabas? Numquid tantum iuxta crucem? Imo in cruce cum Filio crucifixa eras (Loc. cit.). E Riccardo sulle parole del Redentore, ch’egli disse per Isaia: Torcular calcavi solus, et de gentibus non est vir mecum (Is. LXIII, 3); soggiunge: Verum est, Domine, quod non est vir tecum, sed mulier una est tecum, quae omnia vulnera quae tu suscepisti in corpore, suscepit in corde: Signore, avete ragione di dire che nell’opera dell’umana Redenzione siete solo a patire, e non avete alcun uomo che almeno vi compatisca abbastanza; ma avete una donna ch’è la vostra Madre, la quale quanto voi soffrite nel corpo ella soffrisce nel cuore.

dal Discorso IX de’ Dolori di Maria


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