Volentieri presentiamo ai lettori questi due utili estratti dal capolavoro Vita spirituale. Catechismi e saggi del Padre Gabriele di S. Maria Maddalena.
7. Come possono i fedeli fare l’offerta della Vittima divina immolata?
I fedeli possono fare l’offerta della Vittima divina immolata in due modi: il primo consiste nell’offrirla «per mezzo del sacerdote», cioè del ministro della Chiesa il quale, siccome agisce in persona di Cristo in quanto Capo, offre per tutte le membra del Corpo mistico. Il sacerdote offre quindi anche a nome nostro, e noi, ricordando ciò e prendendone coscienza possiamo unirci a lui e offrire così per mezzo suo. Il secondo modo poi consiste nell’offrirla noi «insieme col sacerdote», cioè «unendo le nostre intenzioni di lode, di impetrazione, di espiazione e di ringraziamento a quelle del sacerdote, anzi dello stesso Sommo Sacerdote»[1], il quale offre se stesso a Dio anche per le intenzioni sante di noi tutti, intenzioni che Egli conosce. Esponendole noi esplicitamente al nostro Padre celeste, possiamo offrirgli per il conseguimento di esse la divina Vittima che per questo si è immolata e che è anche nostra, appunto perché essa è il nostro Capo fattosi per noi uno di noi.
8. In qual senso conviene che offriamo anche noi stessi insieme con la Vittima divina?
L’uomo si offre a Dio come vittima in quanto, rinunciando ad ogni sua volontà che sia contraria a quella di Dio, si studia di conformare la propria volontà con quella di Lui. Così estingue «radicalmente ogni peccato che è in essa»[2], ed abbraccia con diligenza ciò che favorisce la vita soprannaturale diventando così «insieme con l’Ostia immacolata, una vittima gradita a Dio Padre»[3]. E chi, nell’assistere alla S. Messa, prende coscienza dell’immenso amore con cui Cristo s’immola per noi, come non si sentirà portato a volersi immolare insieme con lui, portando quella croce quotidiana che egli chiede ad ogni discepolo di voler abbracciare per camminare sulle sue orme? Perciò conviene che nella S. Messa i cristiani offrano, insieme «col divin Capo Crocifisso, se stessi e le loro preoccupazioni, dolori, angustie, miserie e necessità»[4].
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[1] Id., ibid., p. 556.
[2] Id., ibid., p. 558.
[3] Id., ibid.
[4] Id., ibid., p. 560.
Imm. di Pub. Dom. da: https://commons.wikimedia.org/wiki/File:British_19th_Century,_A_Monstrance,_c._1860,_NGA_76168.jpg

