di Red.

Nelle grandi carrellate di arrampicate sugli specchi e mistificazioni assortite che accompagnano la vita della Chiesa dal “super-Concilio” ad oggi c’è un capitolo rilevante, il cui contenuto è sfruttatissimo in particolare all’inizio e alla fine (ma non solo) di ogni regno: “il Papa insicuro, manipolato, malinformato, strumentalizzato”.

Insomma, la crisi che vive la Chiesa da oltre 60 anni, gli errori diffusi da soggetti in posizione autorevole, le nomine di personaggi improbabili e disastrosi, non hanno nulla a che vedere con la peste neomodernista che ha “trionfato” nel Vaticano II. Figurarsi! Il problema sarebbe un altro: le trappole tese da seconde e terze linee di potere dentro il Palazzo Apostolico!

Il Papa lungi dall’avere un ruolo decisivo e fondamentale viene così ridotto a soggetto che non è mai pienamente responsabile dei suoi atti, puntualmente gabbato da collaboratori e assistenti, deformato nell’insegnamento da giornali e televisioni (vicenda Bergoglio-Scalfari docet), sorpreso da inafferrabili “fatti compiuti” ai quali al massimo può metter pezze ma che quasi sempre deve accettare a malincuore.

Viene ricevuto un prete militante LGBT a pochi giorni da un giubileo arcobaleno, con un vice-presidente della CEI che celebra messa per i pellegrini? “Se l’è trovato davanti e i media hanno strumentalizzato”. Si organizza un incontro ecumenico-indifferentista in barba a ogni insegnamento della Chiesa? “E che doveva fare? Mandare via la pastora? Ormai era lì”. Nomina personalmente una promotrice di mostre sessualmente esplicite a presidente della Pontificia Accademia delle Belle Arti? “Purtroppo è la macchina vaticana che produce questi effetti”.

Dunque il Papa non più come Pa-Pa, Pastor Pastorum – Pastore dei pastori, ma una pecorella smarrita e confusa, perennemente costretta a fuggire. Siamo all’inversione totale. Si tratta ovviamente di ricostruzioni lunari che, al massimo, possono valere per qualche caso eccezionale e comunque senza giustificare ciò che accade da tempo. Questo lo vede chiunque abbia un briciolo di buon senso.

Ma c’è di più: all’inizio del regno non si possono prendere sul serio gli atti del Papa perché è sempre in itinere la sua fase di insediamento, alla fine poi è troppo vecchio e debole per assumere decisioni. Col settennato di Ratzinger siamo probabilmente passati dall’una all’altra parte senza pause intermedie, salvo scoprire che poi ha vissuto altri dieci anni in serena coabitazione col successore argentino. Anche con Leone XIV – chiarissimo fin dal principio – c’era chi parlava di aspettare 3 mesi, chi dopo l’estate, chi un semestre, chi un anno o due, qualcuno forse attenderà a trarre le somme a metà del regno del successore.

Sotto una prospettiva distinta ma connessa, non manca poi il tema dell’interpretazione. Siamo in piena post-modernità: non esiste più la realtà, solo interpretazioni. Ogni dichiarazione e pronunciamento deve essere chiarito all’infinito. Il fatto è noto col “magistero del Concilio” la cui ermeneutica non è ancora condivisa dopo 60 anni: se il magistero (vedere qui per approfondire) è un insegnamento utile a delineare una posizione, è assurdo pretendere che a sua volta debba essere delineato senza sosta. Ma tant’è. “Dottore, chiami un dottore!”, direbbe qualcuno.

La cosa ha avuto poi una ricaduta al limite del comico con certi voli pindarici per i quali si faceva dire a un documento l’esatto opposto di ciò che sosteneva arrivando così, un passo dopo l’altro, ai vari feuilleton su codici segreti, grandi prelati e chi più ne ha più ne metta.

I fatti puntualmente si incaricano di guastare questi tsunami di chiacchiere e di riportare tutti ad una realtà ben più semplice. Le fughe descritte nascondono il desiderio (in buona fede o no, non sta a noi giudicare) di una soluzione comoda o allucinatoria al disastro che viviamo da decenni, e che – guardato a fondo – ci fa risuonare nella mente le parole del Salvatore: “Ma il Figlio dell’uomo, quando verrà, troverà la fede sulla terra?” (Lc 18, 8).

PS: A proposito di realtà: sì, l’articolo ha diversi rimandi a libri utili per la formazione. E sì: Radio Spada stampa testi non per tenerli in cantina. Quindi sì: li promuove. E infine sì: chi lo scopre, scopre l’acqua calda. Un po’ come avviene per quelli che ogni giorno si guardano intorno e vedono che qualcosa in Vaticano non va.

Sipario.


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