Riceviamo e pubblichiamo.
del Saltimbanco di Nostra Signora
Selva di tricorni. Mozzette iridescenti. Un’invasione. Belle parole: da Quas primas alla devozione al Cuore Immacolato di Maria. La recente Peregrinatio ad Petri Sedem si investe trionfo dei “trad-cons” (in realtà – pur con il supporto di vescovi e cardinali – erano molti meno dei pellegrini della FSSPX ad agosto). La Messa pontificale avviene con rigore e solennità. La celebrazione del sacrificio di Cristo è quella di sempre.
Ma è la fede di sempre che trionfa? La “Verità tutta intera“? Messa valida, ci mancherebbe. Dentro San Pietro! Eppure la possibilità di celebrare in pompa magna e antica presso la Cattedra di Pietro ha i suoi costi. Il prezzo? Caruccio. Tu dicis quia rex sum ego. Ego in hoc natus sum, et ad hoc veni in mundum, ut testimonium perhibeam veritati: omnis, qui est ex veritate, audit vocem meam. Capre e cavoli non possono stare insieme.
Non si deve dire la Verità e al contempo tentennare. Il giorno precedente alla Missa pontificalis si sono celebrati i Vespri in rito antico insieme al Card. Zuppi e il giorno stesso del trionfo “trad-cons” è stato approvato l’immondo documento sinodale Lievito di Pace e di Speranza. No comment. Non è appena una coincidenza temporale. È una connivenza bella e buona, almeno per chi ha ruoli di potere nella CEI. Nella Chiesa sinodale c’è spazio per tutti. Tranne che per la Verità. Non veni pacem mittere, sed gladium. Impugneremo dunque e finalmente la spada della dottrina per instaurare in noi e nella società il Regno di Nostro Signore per mezzo del Cuore Immacolato di Maria?
Finché accettiamo di giocare con la “Roma di tendenza neo-modernista e neo-protestante che si è manifestata chiaramente nel Concilio Vaticano II e dopo il Concilio, in tutte le riforme che ne sono scaturite”, stiamo militando – coscienti o meno – per il Nemico che con colpo da maestro ha attaccato ciò che sempre lo distrugge: la Messa di sempre, che non è e non può essere la forma straordinaria di un rito creato in tandem con modernisti e protestanti. E se non stiamo militando per il Nemico, almeno stiamo confondendo le acque facendo il suo gioco.
E finiremo – Dio ce ne scampi! – per essere derisi dal Re che Domenica abbiamo festeggiato e che vorremmo umilmente servire. Qui habitat in caelis, irridebit eos: et Dominus subsannabit eos.
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