Riceviamo da una lettrice la trascrizione dell’omelia di don Giovanni Caruso Spinelli FSSPX, pronunciata sabato 4 ottobre 2025 presso il Noviziato San Giuseppe Narni in occasione del funerale di Madre Maria Giovanna del Sacro Cuore, che ha lasciato questa vita terrena il 2 ottobre (Festa degli Angeli Custodi) durante la S. Messa, nel momento dell’Eucarestia.
Nell’ufficio di prima leggiamo spesso la vita di martiri. Martiri che vengono torturati, maltrattati, passati sui carboni ardenti, gettati dalle scogliere e molto altro, ma alla fine il cantore termina il racconto sempre allo stesso modo dicendo Pretiosa in conspectu Domini mors sanctorum eius, è preziosa davanti agli occhi del Signore la morte dei suoi santi.
Ma perchè è preziosa? Perchè è preziosa la morte dei santi, dei giusti? Perchè è preziosa agli occhi del Signore la morte dei suoi Santi? Perchè? Perchè, la morte dei giusti? Perchè la morte è il momento della raccolta, della mietitura, è il momento nel quale il frutto di quel seme che è stato piantato nella terra, innaffiato, potato, fatto crescere, curato, quel seme diventa pianta, albero e produce i suoi frutti, perchè è diventato maturo e i suoi frutti sono pronti alla raccolta.
È il momento in cui quel sottile velo che ci separa dalla realtà, cade e l’anima si apre sull’eternità, è il momento della verità, di quella Verità che è Nostro Signore Gesù Cristo. In ipso vita erat, diceva San Giovanni che era prossimo a ripresentarsi davanti a Nostro Signore Gesù Cristo. In ipso vita etat, et vita erat lux hominum. Lui è la vita, in Lui c’è la Vita e la Vita è la luce degli uomini.
La morte è l’ingresso nella Vita, è l’ingresso nella luce. Possiamo dire che la morte è il Momento del ritorno al Padre, è il momento della fine dell’esilio su questa terra eterna è il ritorno alla casa del Padre dal quale veniamo e al quale dobbiamo tornare. Ecco dunque perchè Pretiosa in conspectu Domini mors sanctorum eius, ecco perché è preziosa davanti agli occhi del Signore la morte dei suoi santi, perchè sono dei figli che tornano a casa, quei figli che erano fuori casa.
Laudato si’, mi’ Signore, per sora nostra morte corporale, da la quale nullu homo vivente pò scappare: guai a quelli che morrano ne le peccata mortali. Beati quelli che trovarà ne le tue santissime voluntati, ka la morte secunda no ‘l farrà male, così dice San Francesco nel suo schietto e verace umbro.
Ma come muore un giusto? Un giusto muore così come ha vissuto, un giusto vive come quel servitore che sta lì con la lampada accesa, per non farsi trovare addormentato, per non farsi trovare non pronto. Sta lì, per entrare nella Grazia di Dio, nel Suo Regno. Così muore un giusto.
L’esempio della vita e della morte di Madre Maria Giovanna è senza dubbio di aiuto a tutti noi, a tutte voi in particolare carissime suore perchè se certamente la grazia di Dio è onnipotente e non ha bisogno di strumenti umani di per sé, spesso e volentieri, come ben sappiamo, Dio se ne vuole servire per la Sua infinita bontà. E non penso di sbagliarmi dicendo che la morte di Madre Maria Giovanna è la morte di un giusto e che è sicuramente preziosa davanti agli occhi di Dio. Senza di lei, senza Madre Maria Giovanna non ci sarebbe nessuno qui (a Narni) a Vigne, nessuno a Montalenghe, nessuno a Phoenix, in India (e in altri paesi) non ci sarebbero tutte quelle suore, quelle Consolatrici che fino alla fine dei tempi la Provvidenza vorrà suscitare.
Quel titolo di madre (Madre Maria Giovanna) esprime proprio questo, esprime questa missione, di una generazione spirituale, perché se madre Maria Giovanna è stata madre su questa terra, le suore ne sono spiritualmente le figlie. Se siamo qui è perchè anni fa Madre Maria Giovanna insieme ad altre (pochissime) consorelle ha fatto una scelta, una scelta dolorosa, che le è costata, ma una scelta di fedeltà, fedeltà al sacerdozio di Nostro Signore Gesù Cristo, una scelta di fedeltà al sacerdozio servito nei suoi sacerdoti. Se Madre Maria non avesse fatto questa scelta voi – Suore Consolatrici del Sacro Cuore – non sareste qua e nel mondo, e forse nemmeno chi vi parla, forse non ci sarebbero molti altri sacerdoti, perchè chi sa, quali, quanti altri sacerdoti sono stati frutto della sua opera, della sua preghiera. Perché non c’era volta che visitandola, portandole la comunione, in camera negli ultimi tempi, non si riusciva ad ottenere parole di incoraggiamento, un ringraziamento assolutamente immeritato. Il suo esempio è stato quello di una preghiera, una preghiera costante, instancabile, perseverante.
Vedendola, sentendo Madre Maria Giovanna veniva in mente la parabola, quella magnifica parabola del Vangelo dell’amico importuno quest’amico che ottiene la grazia a forza di dar fastidio al padrone perchè continua a bussare nel cuore della notte, ma quello ha già moglie figli che dormono, sono a letto, e non può aprirgli se no si svegliano, non può aprirgli nel cuore della notte. Ma quell’amico continua a bussare, ha bisogno, ha bisogno del suo aiuto. Continua ad insistere, continua far frastuono sotto le finestre finché il padrone non si stufa e gli concede quello che chiede.
Questo è un esempio di preghiera, una preghiera per il sacerdozio, per le vocazioni e per le moltissime famiglie che proprio alla sua opera si sono avvicinate alla Verità di Cristo. Madre Maria Giovanna era così costante nel richiedere la Misericordia, Grazia di Dio.
È proprio questo l’esempio della preghiera, una preghiera costante, una zelante preghiera per le vocazioni, per il sacerdozio. Allora che cosa dobbiamo a Madre Maria Giovanna? Sicuramente la nostra riconoscenza, la nostra preghiera, che gli angeli la sollevino in alto in Paradiso, che Signore la accolga nel Regno Eterno.
Preghiamo il Sacro Cuore, quel Sacro Cuore che tanto ha amato per raggiungere il luogo della luce e del refrigerio. Ma soprattutto quello che dobbiamo a Madre Maria Giovanna è il suo esempio, seguire il suo esempio. Perchè il suo esempio è dottrina incarnata. Un esempio di vita di Nostro Signore Gesù Cristo rivissuta in altre persone, in altre anime, ma con la stessa fedeltà di Nostro Signore Gesù Cristo.
Fedeltà alla regola della vostra regola (delle Suore Consolatrici) della vostra santificazione, della santificazione della vostra comunità, della santificazione dei sacerdoti, delle famiglie, nella ricerca della santificazione della Chiesa intera.
Madre Maria Giovanna con la sua fedeltà ha fatto la sua parte in questa terra, viviamo dunque nel suo esempio come molti secoli prima fece San Francesco che ai suoi frati disse morendo nella nuda terra in quell’ora estrema in cui il nemico poteva ancora scatenare la sua ira: Io ho fatto la mia parte, la vostra, Cristo ve la insegni!
Per sapere di più su questa importante congregazione vedere questa presentazione.
Suore Consolatrici del S. Cuore di Gesù – Via Flaminia Vecchia, 20 – 05035 Vigne di Narni (TR)
Tel. 0744 796406 – e-mail: consolatrici@gmail.com – https://fsspx.it/it/news/le-suore-consolatrici-del-sacro-cuore-24984
Imm. in ev. da qui.
