Con gioia annunciamo l’uscita del volume Gli ultimi tempi di un regime – con altri scritti spirituali e politici del Card. A. I. Schuster. Di seguito la nota di presentazione.
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Nota delle Edizioni Radio Spada
Coraggioso e prudente, il Card. Schuster non fu solo un osservatore privilegiato nei tempi finali della Repubblica Sociale Italiana e una delle ultime persone a parlare con Mussolini il 25 aprile 1945, ma si guadagnò un ruolo centrale nella protezione di tutto il Nord Italia (e della Lombardia in particolare) nelle ore più atroci della guerra. Nei suoi lunghi anni sulla cattedra di Sant’Ambrogio sferzò e corresse, collaborando all’edificazione cristiana e arginando pericolose derive ideologiche: questa posizione straordinaria è quasi l’architrave che regge la presente opera.
Il libro è diviso in due parti[1]. La prima – più breve – con alcuni scritti spirituali e politici del Cardinale, che abbiamo deciso di mettere in apertura per offrire un’introduzione dottrinale e storica a ciò che viene dopo, ovvero alla seconda parte, il «volume–raccolta di documenti» intitolato Gli ultimi tempi di un regime che l’Arcivescovo pubblicò nel 1946.
Sfogliando le pagine dall’inizio alla fine si rimane colpiti e allo stesso tempo confortati per la fermezza e la chiarezza del principe della Chiesa. Non a caso, per la quarta di copertina sono state individuate quattro citazioni che, seppure insufficienti a dare un’immagine completa del testo, dicono molto del loro Autore:
- Tra le altre malefatte del Protestantesimo col suo individualismo religioso, constato che esso […] col progredir dei tempi, ha dato altresì origine al liberalismo ed allo stato laico, di cui soffriamo ancora le conseguenze.
- Nel lavorio della ricostruzione che dobbiamo iniziare nel nome Santo di Dio, tre grandi amori debbono ispirare le nostre iniziative: Dio, Patria e Famiglia.
- La Chiesa, in nome della propria missione salvatrice, come non poteva essere fascista, così non poté neppure mostrarsi antifascista; giacché è stata fondata da Cristo per salvare tutti.
- La Madonna continua […] la sua missione di corredentrice dell’uman genere, e prega per tutta intera la Chiesa, che il suo agonizzante Figliuolo le commise sull’altura del Calvario.
Frasi brevi ma utili spunti di riflessione per tutti, in particolare per i tanti pastori pavidi e confusi che non riescono nemmeno a difendere verità basilari della Fede, non diciamo tra le bombe della Seconda Guerra Mondiale ma nemmeno immersi nelle comodità del presente.
A volte il Card. Schuster – lo si può notare facilmente – non andava per il sottile, per esempio ricordando che quando «si lasciano liberi i Comunisti di lanciare ogni mattino al popolo circa un milione di copie dei loro quotidiani; quando in nome di un’erronea concezione della democrazia, si lascia libero il partito di congiurare e di organizzarsi non meno contro la Religione, che contro la Patria Italiana in servizio della Russia, riescono quasi inefficaci le molteplici provvidenze sociali del Governo e la stessa predicazione Evangelica della Chiesa». E scriveva ancora, senza falsi rispetti umani: «Il comunismo ateo è la tubercolosi degli Stati».
Non c’è da stupirsi: sono parecchi gli avvertimenti lungimiranti che si possono leggere nelle prossime pagine. Da quelli sui rischi di un europeismo senza Cristo fino alla condanna di pratiche abortive “legali” che già emergevano nel corso della guerra, fino al saggio invito ad evitare prevaricazioni e rappresaglie che avrebbero condotto alla spirale di violenza poi registrata negli annali. Sebbene non sia necessario sottoscrivere ogni valutazione contingente che si trova nei documenti, risulta ben difficile non riconoscere la statura morale del Cardinale, il suo impegno, la sua forza spirituale[2].
Ma, come accennato, il valore del testo è rilevante pure sul piano storico. Pensiamo al commovente incontro Schuster–Mussolini (col Capo del Governo, sconvolto e preoccupato, che «per cortesia s’induce ad accettare un bicchierino di rosolio con un biscotto»), ricchissimo di elementi. La preoccupazione era quella di evitare inutili spargimenti di sangue: «Se avesse ascoltato il mio consiglio, anziché quello dei suoi intimi consiglieri, insieme con Milano e con la Lombardia, a cui la capitolazione avrebbe risparmiato la guerriglia di questi ultimi giorni, avrebbe soprattutto risparmiato se stesso ed i suoi gerarchi».
Ancora: le storie di eroici sacerdoti morti in guerra, i ringraziamenti della comunità israelitica milanese all’Arcivescovo (significativa sulla missione caritatevole messa concretamente in campo dalla Chiesa), per non parlare della realtà ben più complessa di quella puramente agiografica che emerge dai documenti in relazione alla stessa resistenza. Poi: la vicenda dell’ingente spedizione diocesana di aiuti agli italiani internati in Germania, gli interventi coordinati con gli altri vescovi per evitare la sistematica distruzione degli impianti di pubblico interesse e industriali (che oltre al danno materiale, rappresentava la «premessa dell’affermarsi del bolscevismo in Italia»), la lettera mandata all’Arcivescovo di New York perché si attivasse presso il governo americano al fine di evitare bombardamenti ai danni dei civili italiani. E molto altro, che per brevità tralasciamo.
Nella speranza che la presente raccolta giovi all’edificazione di molti e getti nuova luce su un passato spesso trattato in modo troppo oscuro, consegniamo il libro al pubblico coi migliori auguri di buona lettura.
[1] Le note a fondo pagina che si troveranno in seguito, quando non generalmente esplicative o riferite a pubblicazioni delle Edizioni Radio Spada, sono da ascriversi alle edizioni originali dei testi.
[2] Ovviamente, tutto va calato nel tempo in cui è stato scritto e detto, senza dimenticare la situazione in cui versavano la Chiesa e la società.
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