Leone XIV dopo aver sostenuto durante l’omelia di ieri che “Regola suprema, nella Chiesa, è l’amore: nessuno è chiamato a comandare, tutti sono chiamati a servire; nessuno deve imporre le proprie idee, tutti dobbiamo reciprocamente ascoltarci; nessuno è escluso, tutti siamo chiamati a partecipare; nessuno possiede la verità tutta intera, tutti dobbiamo umilmente cercarla, e cercarla insieme“, questa mattina ha ricevuto il patriarca della “chiesa assira d’Oriente”, Mar Awa III.

Così Vatican News (grassetti nostri):

Il tema dell’unità tra le Chiese, così caro a Papa Leone XIV, trova oggi un rilancio attraverso il rinnovo di una consuetudine, “bella”, degli ultimi anni, dice il Pontefice stamani, 27 ottobre, a sua santità Mar Awa III, Catholicos Patriarca della Chiesa assira d’Oriente, ricevuto in udienza insieme ai membri della Commissione congiunta per il Dialogo teologico tra la Chiesa cattolica e la Chiesa assira d’Oriente. […]

Il Papa esprime il suo grazie sincero ai teologi della Commissione congiunta, per aver contribuito in maniera preziosa e determinante per arrivare ad accordi dottrinali e pastorali. Cita esplicitamente il consenso sulla “fede cristologica” con cui si è risolta “una controversia che durava da 1500 anni”. Così, osserva, “il nostro dialogo è progredito con il reciproco riconoscimento di sacramenti, permettendo una certa communicatio in sacris tra le nostre Chiese”. In attesa dei passi futuri ispirati dall’enciclica di Giovanni Paolo II Ut Unum Sint, Leone chiarisce la sfida principale del momento presente:

[…] sta nello sviluppare congiuntamente un modello di piena comunione, ispirata dal primo millennio, rispondendo al tempo stesso con attenzione alle sfide del presente. Come hanno ripetutamente sottolineato i miei predecessori, un tale modello non deve comportare assorbimento o dominazione; piuttosto deve promuovere lo scambio di doni tra le nostre Chiese, ricevuti dallo Spirito Santo per l’edificazione del Corpo di Cristo.

Il discorso del Papa procede con un riferimento all’aspetto della sinodalità che, afferma, è “una via promettente per andare avanti”, essendo intimamente legato al tema ecumenico. Nello spirito del Sinodo sulla sinodalità, la speranza di Leone è che il 1700mo anniversario del Concilio di Nicea […] porti a “mettere in pratica forme di sinodalità tra i Cristiani di tutte le tradizioni” e ispiri nuove pratiche sinodali ecumeniche. Il Successore di Pietro […] riserva la chiosa finale, prima della recita insieme del Padre Nostro, ai cristiani in Medio Oriente:

possano dare sempre una testimonianza fedele del Cristo risorto e possa il nostro dialogo accelerare l’arrivo del giorno benedetto in cui celebreremo insieme allo stesso altare, partecipando allo stesso Corpo e Sangue del nostro Salvatore, “perché il mondo creda”.


Sulla crisi in corso vedere Parole chiare sulla Chiesa e Golpe nella Chiesa.


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