Articolo di don Nicolas Cadiet, FSSPX, apparso su La Porte Latine e tradotto da UnaVox.
di don Nicolas Cadiet
Al pari delle Rivoluzione francese, il post-concilio ridefinisce il buon cittadino della Chiesa.
In una testimonianza pubblicata nel 2009, poco prima della sua morte, Mons. Jacques Masson (1) (1937–2010) riferiva che il suo vescovo: Mons. Jacques Ménager, furioso per la sua collaborazione con l’operato di Mons. Lefebvre, aveva esclamato durante un acceso incontro con lui nel 1971: «Mons. Lefebvre è un integralista, e ha fatto di tutto per sabotare il Concilio. Egli dice di essere fedele al Papa, ma disobbedisce a Paolo VI: si rifiuta di celebrare la nuova Messa. Ebbene! Vedremo fin dove arriverà la sua fedeltà al Papa: noi faremo vietare dal Papa Paolo VI la Messa di San Pio V: o obbedirà al Papa dicendo la nuova Messa o lo spingeremo allo scisma!» (2).
Mons. Ménager fu vescovo ausiliare di Versailles, vescovo di Meaux, poi arcivescovo di Reims, Presidente della Commissione francese «Giustizia e pace» (!) dell’episcopato francese, alla sua creazione nel 1967.
L’aneddoto ha il merito di mostrare che più si predica l’apertura e il dialogo, più si aprono le ostilità.
Esso illustra soprattutto la tendenza del post-concilio a ridefinire il buon cattolico come colui che è in linea con il progressismo rivoluzionario, proprio come i teorici della Rivoluzione del 1789 ridefinirono il cittadino (3). Così, Mons. Daniel Pézeril, vescovo ausiliare di Parigi, trovò il modo per dire in faccia al Professore Jérôme Lejeune, venuto a chiedere sostegno ai vescovi per la sua lotta contro l’aborto, che era un «cattivo cristiano».
A proposito delle Messa tradizionale, il noto Professore Andrea Grillo si è recentemente distinto affermando che «Coloro che voi chiamate ‘tradizionalisti fedeli a Roma’ sono in realtà delle persone che, per diverse ragioni, sono in rottura con Roma e non in un rapporto di fedeltà» (4).
Questa esclusione dal campo dei cittadini ufficiali della Chiesa non ha a che fare con la legalità. Si sarà notata la contraddizione di Mons. Ménager che accusava Mons. Lefebvre di «disobbedire a Paolo VI» perché non celebrava la nuova Messa, prima di sostenere che bisognava far vietare la Messa tradizionale … cosa che presuppone che essa fosse autorizzata.
Tale esclusione si preoccupa ancor meno dello scopo delle Chiesa, cioè della fede che salva e che si esprime nella predicazione della dottrina rivelata e nel culto liturgico vero e degno. Preoccuparsi delle accuse di scisma mosse dai «patrioti» della nuova Messa significherebbe dare troppo credito allo scandalo farisaico (5).
NOTE
1 – Mons. Jacques Masson (1937–2010) era stato il primo Direttore del Seminario di Ecône, prima di dissociarsi dalla Fraternità nel 1974 deplorando l’inasprimento dei toni nei confronti di Roma.
2 – La testimonianza completa (in 14 parti) di Mons. Masson è ancora disponibile su questo sito – https://hermas.over-blog.org/article-36526484.html
3 – Cfr. per esempio Philippe Pichot-Bravard, La Rivoluzione francese, Via Romana, 2015.
4 – https://blog.messainlatino.it/2024/06/interview-with-prof-andrea-grillo-on.html
5 – IIa IIae q. 43 a. 7.
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