Ovviamente – e questo vale per personaggi trattati tanto nei vari articoli quanto nei libri – il giudizio complessivo su figure di spicco della letteratura, ora eccentriche, ora controverse, deve tenere come supremo criterio quello della Dottrina Cattolica: salvare il buono, rigettare il cattivo, usare prudenza per tutto [RS]
di Luca Fumagalli
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Per qualche tempo Raffalovich prese anche in considerazione l’ipotesi del sacerdozio, una strada che però gli era preclusa a causa della salute cagionevole. Al contrario, Gray riuscì a farsi ammettere al Collegio Scozzese di Roma nell’ottobre del 1898, in un certo senso puntando a diventare prete per entrambi. Si è detto che la scelta di studiare presso un seminario i cui membri, una volta ordinati, avrebbero svolto la loro missione in Scozia, fosse stata imposta a Gray dallo stesso Papa, così da evitare il potenziale scandalo del rientro in Inghilterra di un uomo che un tempo fu legato a Wilde. Inutile dire che la cosa è altamente improbabile; verosimilmente Leone XIII non sapeva nemmeno dell’esistenza di Gray. La scelta del Collegio Scozzese fu presa piuttosto su consiglio del futuro Cardinale – e braccio destro di San Pio X – Rafael Merry del Val, membro di una famiglia aristocratica spagnola ma educato in Gran Bretagna e parte del medesimo circolo sociale ed ecclesiastico di Raffalovich (la cui casa londinese era divenuta nel frattempo un punto di riferimento pure per gli ecclesiastici scozzesi, che volentieri vi sostavano quando i loro incarichi li portavano nella capitale imperiale).
In quella manciata d’anni di lontananza forzata, Gray e Raffalovich si scrissero regolarmente, discutendo nelle loro lettere non solo di fede ma anche di musica, libri e teatro. Raffalovich e Miss Gribbell facevano regolarmente visita all’amico a Roma e questi ricambiava andandoli a trovare in Inghilterra durante le vacanze.

Gray fu infine ordinato nel dicembre del 1901 e qualche mese dopo venne assegnato alla parrocchia di St Patrick’s, a Edimburgo, situata nella zona di Cowgate. Nonostante le difficoltà legate a una comunità composta perlopiù da poveri operai, il novello sacerdote seppe farsi valere, guadagnandosi la stima di tutti.
Sempre attento alla vita della Chiesa, Raffalovich prese a seguire con grandissimo interesse il dibattito teologico intorno al “modernismo”. Per quanto guardasse con favore all’ipotesi di un dialogo tra i cattolici e la modernità, non aveva alcuna intenzione di venire meno alla fedeltà nei confronti di Roma, la sua nuova casa spirituale. Di conseguenza tentò di perseguire una personalissima via media, e, in tale ottica, incoraggiò il Rettore del Collegio Scozzese a tradurre gli studi sul Vangelo del domenicano francese Vincent Rose, a suo dire più equilibrato nei giudizi dei novatori come Alfred Loisy. Fondamentale per le ultime rifiniture al testo e per ottenere l’imprimatur fu il benedettino inglese Aidan Gasquet (1846-1929), destinato a diventare Cardinale e Bibliotecario di Santa Romana Chiesa.

Tra i partecipanti al progetto figurava anche il gesuita dublinese George Tyrrell, ampiamente osteggiato dall’autorità ecclesiastica per le sue tendenze “moderniste” sempre più esplicite. Tyrrell, convinto che la morale sessuale cattolica necessitasse di essere rivista alla luce del pensiero contemporaneo, cercò di coinvolgere Raffalovich nella sua battaglia, senza tuttavia ottenere risultati: quest’ultimo, infatti, non vedeva di buon occhio il piglio ribelle del gesuita, anche se più tardi, quando Tyrrell cadde in disgrazia, volle rimanergli vicino, offrendogli persino del denaro.
Del resto un’altra cifra distintiva del cattolicesimo di Raffalovich era il suo impegno costante a favore del prossimo, specie se in difficoltà. Membro di diverse confraternite, si spese per l’educazione cristiana della gioventù e faceva regolarmente visita alle famiglie dei ragazzi finiti in carcere. Notevole fu pure il suo interesse per la condizione dei poveri immigrati dall’est Europa.

Nel 1905 lui e Miss Gribbell si trasferirono definitivamente a Edimburgo. Le troppe incombenze avevano compromesso la salute di Gray e così l’Arcivescovo di St Andrews ed Edimburgo aveva accettato di buon grado l’offerta di Raffalovich di far costruire una chiesa nel sobborgo cittadino di Morningside, di cui l’amico sarebbe diventato rettore. Del progetto fu incaricato l’architetto Robert Lorimer e la chiesa, dedicata a St Peter e consacrata nel 1907, venne decorata da artisti del calibro di Frank Brangwyn.
Raffalovich si stabilì lì vicino e la sua casa divenne presto un polo d’attrazione per intellettuali e artisti. Nelle sue memorie Compton Mackenzie rievoca l’ospitalità e la gentilezza del padrone di casa, e sono molti i giovani scrittori, come Joyce Cary, Geoffrey Dennis, John Hampson, Forrest Reid e John Lehmann, che Raffalovich volle conoscere e, all’occasione, sostenere; tale attitudine non mutò nemmeno dopo la Prima guerra mondiale, quando le sue risorse, in parte investite in Russia, subirono un netto ridimensionamento. Tra gli autori cattolici, invece, il prediletto era l’emergente Graham Greene, che Raffalovich invitò in un’occasione a prendere parte con lui e Gray a un’escursione nelle Cotswolds. Tra l’altro è probabile che Greene si sia ispirato a lui per il personaggio di Eckman, l’ebreo convertito del romanzo Il treno di Istanbul (tracce di Raffalovich si trovano anche nella signora Henedge di Vainglory, opera narrativa di Ronald Firbank, e in Nussbaum, che compare in Castle Corner di Cary).

Miss Gribbell spirò nel 1930, mentre Raffalovich venne trovato privo di vita nella sua stanza il 14 febbraio 1934, mercoledì delle ceneri, dal taxista che avrebbe dovuto condurlo a messa. Gray, che sarebbe morto di lì a poco, ne celebrò il funerale e il corpo venne sepolto nel Mount Vernon Cemetery di Edimburgo. Requiescat in pace.


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Immagine di copertina: Raffalovich attorno al 1889, ritratto da Sydney Starr.
