Articolo da FSSPX-Notizie.


Il 7 luglio 2025, la Segreteria Generale del Sinodo ha pubblicato un documento di 24 pagine intitolato “Percorsi per la fase di attuazione del Sinodo, 2025-2028”. Papa Leone XIV ha approvato la pubblicazione del testo, confermando così il processo triennale per questa attuazione del Sinodo sulla sinodalità.

Da giugno 2025 a dicembre 2026, le Chiese locali e i gruppi internazionali di appartenenza si concentreranno sui “percorsi di attuazione”. Nella prima metà del 2027, le diocesi terranno “assemblee di valutazione”. Nel primo trimestre del 2028, le assemblee si terranno a livello continentale.

Nel giugno 2028 verrà pubblicato un documento di lavoro per l’assemblea ecclesiale vaticana, che si terrà nell’ottobre di quell’anno. Infine, il documento romano guarda al Giubileo dei gruppi sinodali e delle organizzazioni partecipative che si terrà a Roma il prossimo ottobre.

Gergo…

Su The Catholic Thing del 18 luglio, padre Gerald Murray è molto più critico, con un titolo particolarmente esplicito: “Una traiettoria sinodale colma di gergo”. Il sacerdote americano scrive: “Quando Papa Leone XIV parlò dal balcone della Basilica di San Pietro il giorno della sua elezione, dichiarò: ‘Vogliamo essere una Chiesa sinodale’. Il significato di questa affermazione dipende, ovviamente, da come Papa Leone intende la sinodalità”.

“La nozione di una Chiesa una, santa, cattolica, apostolica – e ora sinodale – non è chiara ai più, perché la sinodalità è un concetto ampiamente frainteso”. Ad eccezione di Suor Nathalie Becquart, Sottosegretario della Segreteria del Sinodo, che il 7 luglio ha dichiarato senza mezzi termini a Vatican News: “Cito spesso un teologo australiano presente al nostro Sinodo, Ormond Rush, che afferma: ‘La sinodalità è il Concilio Vaticano II in sintesi'”.

“Tutti i nostri documenti, e di nuovo nel Documento Finale, sottolineano che il nostro approccio si riferisce veramente alla visione del Concilio Vaticano II. Possiamo dire che la sinodalità è la via da seguire per comprendere l’ecclesiologia del Concilio Vaticano II in questa fase della sua ricezione. Si tratta quindi semplicemente di proseguire la ricezione del Concilio Vaticano II. Perché, in un certo senso, il Concilio non è ancora stato attuato ovunque.”

Padre Murray nota alle pagine 18 e 19 del documento romano il desiderio di promuovere una “pacifica diversità” superando alcune “polarità e tensioni”, alcune delle quali elenca:

“Tutta la Chiesa e la Chiesa locale; la Chiesa come popolo di Dio, come Corpo di Cristo e come Tempio dello Spirito; la partecipazione di tutti e l’autorità di alcuni; sinodalità, collegialità e primato; il sacerdozio comune e il sacerdozio ministeriale; il ministero (ministeri ordinati e istituiti) e la partecipazione alla missione in virtù della vocazione battesimale senza forma ministeriale.”

E il documento propone un modo “sinodale” di affrontare le tensioni nella Chiesa: “L’attuazione della Dichiarazione finale [del Sinodo] richiede di affrontare e discernere queste tensioni man mano che emergono nelle circostanze di ciascuna Chiesa locale”.

“La via da seguire non è quella di cercare un accordo impossibile che elimini le tensioni a favore di una parte. Piuttosto, sarà necessario, nel qui e ora di ciascuna Chiesa locale, discernere quale dei possibili equilibri consenta un servizio più dinamico della missione. È probabile che decisioni diverse vengano prese in luoghi diversi.”

Di fronte a questa diluizione della verità nel relativismo “sinodale”, p. Murray non esita a scrivere: “Il Concilio di Nicea non supererebbe la prova della sinodalità perché di fatto ha realizzato l’impossibile accordo di eliminare le tensioni decidendo a favore di una parte, ovvero affermando l’ortodossia e anatematizzando l’eresia”.

“Quando la Chiesa ha insegnato che le dottrine cattoliche sono ‘polarità’ che rivelano ‘tensioni’ che devono essere superate per raggiungere l”equilibrio’? Questo è puro hegelismo”. Primo passo: la tesi incontra l’antitesi, dando origine a una sintesi; secondo passo: ripetere il primo passo all’infinito.

“In questo schema, la Chiesa non insegna la verità dogmatica, ma piuttosto riflette su diversi approcci che devono essere bilanciati. In una situazione di polarità, entrambe le parti devono accontentarsi di una qualche forma di ‘diversità riconciliata’. La permanenza della verità è scomparsa; Il ‘dinamismo’ che rimodella le ‘categorie ecclesiologiche’ è di moda.”

E conclude: “La Chiesa non ha bisogno di essere riconfigurata in un perpetuo gruppo di discussione sinodale guidato da funzionari vaticani, che coinvolge vescovi e non vescovi designati, in cui le tensioni (che si produce naturalmente quando idee eretiche vengono presentate come versioni nuove e migliorate della fede cattolica) deve essere placata, perché la sinodalità esige la falsa nozione di ‘diversità riconciliata’”.

…fino alla nausea

Altrettanto duro è stato il commento di mons. Marian Eleganti, collaboratore del vescovo Vitus Huonder a Coira, sul suo blog l’11 luglio. Ha sfidato i leader del Sinodo: “Il popolo di Dio nel suo insieme ignora i vostri documenti. Nella mia esperienza, pochi credenti li conoscono o li leggono”.

“Smettetela di girare a vuoto in un processo che non ha risvegliato l’amore per Gesù Cristo in nessuna anima, ma che, finora, ha impegnato principalmente i ‘cattolici riformatori’ di lingua tedesca (in posizioni ufficiali). Smettete di moltiplicarvi e demoltiplicarvi in ​​gruppi di lavoro e commissioni! Il popolo di Dio non è interessato a loro.”

“I risultati sono una nebbia, benedizioni che sarebbe meglio non dare, modelli di gestione che contraddicono l’attuale Diritto Canonico, nuove commissioni o consigli, come se non ne avessimo abbastanza da 60 anni. Vivete in una bolla e assumete le persone sbagliate. […] Invocate lo Spirito Santo troppo facilmente.”

Ecco cosa si dovrebbe fare invece, secondo il prelato svizzero: “Proclamate il Vangelo, per amore di Cristo! Proclamate Cristo a un’Europa che si è allontanata da Lui! Proclamate Cristo a un mondo che presenta tratti apocalittici e che combatte costantemente nuove guerre! Parlate di Gesù Cristo piuttosto che di sinodalità!”.

“Ciò che intendete con quest’ultimo termine, altri lo hanno già usato (ad esempio, gli anglicani), con il risultato di nuove divisioni. Smettete di tenere la Chiesa in una frenesia sinodale senza fine, presumibilmente per scambiarsi benefici”. E avverte: “I veri problemi che esistono nella Chiesa non vengono affrontati”.

“L’abbandono massiccio da parte dei battezzati e dei cresimati dei contenuti essenziali della fede (la divinità di Gesù, la sua risurrezione fisica); l’informalità liturgica e gli abusi nel Novus Ordo; l’assenza di vocazioni sacerdotali in molte Chiese particolari; la diffusa predicazione eterodossa (catechesi, teologia universitaria) e una prassi pastorale che contraddice la dottrina cattolica e il diritto canonico, presumibilmente perché ‘la realtà è superiore all’idea’ [Francesco dixit, N.d.R.]”.

“L’elenco è incompleto… Non posso più ascoltare la vostra propaganda. Immagino di non essere l’unico. È passato molto tempo da quando la Chiesa è stata guidata in modo così autoritario e manipolatorio come sotto la nuova sinodalità di Papa Francesco, in un tentativo infinito di raggiungere i risultati desiderati.”

Mons. Eleganti mette in discussione l’onestà intellettuale e l’obiettività con cui è stato condotto il processo sinodale: “Dove sono i sostenitori della tradizione – principalmente giovani e famiglie – in questo processo? Dov’è la loro voce in questo decantato processo sinodale? Finora, sono stati esclusi”.

“In alcuni paesi (Francia, Inghilterra), molti giovani adulti desiderano essere battezzati. I giovani interessati alla fede, studiano il catechismo, desiderano una liturgia celebrata con riverenza, esigono più mistero nella celebrazione della Messa, dove si parla troppo. […]”

“Nel processo sinodale, a chi importa della sfida dell’Islam? Non trasformiamo la Chiesa in una borsa valori per iniziative e invenzioni eterodosse! Fate qualcosa per il rinnovamento della liturgia e della catechesi in questi tempi anticristiani! Più missionari, meno consulenti di comunicazione [spin doctors].”

E conclude con questa osservazione purtroppo azzeccata sul funzionamento della Chiesa “sinodale”: “Il pastore segue le pecore. Il maestro impara dal discepolo. L’azione determina il dovere. La maggioranza fa la verità. Il sacerdote obbedisce al laico. Il vescovo siede vicino. E sopra tutto aleggia lo Spirito. Ma quale Spirito?”


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(Fonti: The Catholic Thing/Marian Eleganti – Trad. à partir de benoitetmoi/DICI n°459 – FSSPX.Actualités)
Immagine: synod.va