Nella festa di sant’Andrea Avellino (Castronuovo, 1521 – Napoli, 10 novembre 1608), Chierico Regolare e Confessore, celeberrimo per la santità e per lo zelo nel procurare la salute del prossimo, canonizzato da Clemente XI nel 1712, che rese l’anima a Dio mentre principiava la Messa al pronunziare “Introibo ad altare Dei” e pertanto invocato come protettore contro la morte improvvisa, riportiamo il seguente ammonimento di san Francesco di Sales.

«Com’egli è proprio de reprobi il morire in peccato, cosi proprio è degli eletti il morire nell’amore e nella grazia di Dio. Ma ciò tuttavia accade in diverse maniere. Il giusto non muore mai all’improvviso; poiché l’avere perseverato sino al fine nella giustizia cristiana è un aver provveduto abbastanza alla propria morte, ma ben muore egli talvolta di morte repentina ovvero subitanea. Ond’è che la Chiesa, savissima, non ci fa nelle litanie chieder semplicemente di essere liberati dalla morte subitanea insieme e improvisa: perocché l’essere subitanea non la fa punto peggiore, se non è improvisa eziandio».

Teotimo, parte II, libro VII, cap. IX.



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