Pubblichiamo la parte iniziale della lettera apostolica bollata in oro “Gloriosae Dominae” pubblicata da papa Benedetto XIV Lambertini il 27 settembre 1848.
BENEDETTO VESCOVO
SERVO DEI SERVI DI DIO
A perenne memoria
Non dubitiamo che sia oltremodo manifesto come il culto e la venerazione della gloriosa Signora Madre di Dio Maria siano raccomandati vivamente dalla manifesta volontà di Dio e dal vero e costante spirito della Chiesa, e non meno giustamente che fruttuosamente siano a Lei rivolti dai fedeli, a tal punto che le Nostre esortazioni Apostoliche per infiammare i cuori dei Cristiani con un religioso studio di devozione verso di Lei sembrerebbero quasi superflue. Infatti, come Dio Onnipotente riempì questa felicissima Vergine, eletta fra migliaia ed elevata, con l’annuncio dell’Angelo, all’ineffabile dignità della Maternità Divina, con i doni della Sua grazia più abbondantemente di tutte le altre pure creature, e la decorò con splendissime corone di gloria al di sopra di tutte le altre opere delle Sue mani; così anche la Chiesa Cattolica, ammaestrata dal magistero dello Spirito Santo, ha sempre professato con sommo zelo di venerarla con devozioni intensissime, sia come Genitrice del Suo Signore e Redentore e Regina del Cielo e della Terra, sia di seguirla con l’affetto di filiale pietà come Madre amantissima lasciata a sé dall’estrema voce del Suo Sposo morente. È solita rifugiarsi nella Sua opera nelle pubbliche calamità e turbamenti, qualunque sia la forza dei nemici infernali, come in un porto sicurissimo di salvezza, e confessa che, soprattutto in virtù Sua, tutte le eresie sono state estinte e debellate in tutto il mondo. Questa, infatti, è la bellissima Ester che il Re dei Re tanto amò da sembrare che per la salvezza dei Suoi non abbia condiviso con Lei tanto la metà del Suo Regno, quanto in certo qual modo tutto il Suo Impero e la Sua potestà. Questa è quella forte Giuditta a cui il Dio d’Israele concesse di riportare la vittoria su tutti i nemici della Sua Terra. La Chiesa stessa, con le unanimi sentenze dei Padri, esorta tutti i Suoi figli ad accostarsi a Lei con fiducia nelle loro particolari necessità e pericoli, come ad Avvocata presso il Suo Unigenito Figlio e Dio, che parla per noi il bene. La proclama mistica arca dell’alleanza in cui sono stati compiuti i Sacramenti della nostra riconciliazione, e Dio, guardando a Lei, si ricorderà del Suo patto e si ricorderà della misericordia. È come il fiume celeste attraverso il quale le acque di tutti i beni e doni sono condotte nel seno dei miseri mortali; è la porta d’oro del Cielo attraverso la quale confidiamo di entrare un giorno nel riposo dell’Eterna Beatitudine.
Benedicti XIV Bullarium, t.II, Prati, MDCCCXLVI, p. 428

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