di Massimo Micaletti
Secondo Fox Business, Disney ha diffuso ieri un report in cui, per la prima volta dal 2019, non compaiono le parole “diversità”, “inclusione”, “DEI”; inoltre, fatto ancor più clamoroso, manca la relativa sezione che negli scorsi anni conteneva le linee programmatiche LGBTQ cui la Casa intendeva uniformarsi.
La vera “sorpresona” sta nel fatto che gli azionisti principali (Vanguard Group Inc., BlackRock Inc. e State Street Corporation, insomma i soliti) abbiano chiesto, a marzo di quest’anno, di proseguire su una strada che finora ha prodotto solo clamorosi insuccessi: ma che strani, questi investitori che insitono in una linea editoriale fallimentare rimettendoci un sacco di soldi. In effetti, nel 2025 Disney ha riportato un utile consistente, praticamente un record nelle serie storiche (+11,6miliardi USD), ma dovuto essenzialmente ai parchi tematici e allo streaming di prodotti consolidati mentre i prodotti più “DEI oriented” (ad esempio, la serie Star Wars “The Acolyte”) si sono risolti in colossali perdite.
Tuttavia, proprio coloro che più finanziano la Disney e che, quindi, avrebbero maggior interesse a massimizzare i profitti, chiedono di non abbandonare un orientamento che finora ha prodotto principalmente guasti di profitti e immagine: le leggi dell’economia, evidentemente, in certi casi si possono sospendere. Ma niente sospetti, per carità, non c’è nessuna agenda del grande capitale su questi temi: Vanguard Group e compagni, evidentemente, lo fanno solo perché hanno paura di guadagnare troppo e devono bruciare un po’ di soldi. Un bel po’.
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Foto di Hamann La: https://www.pexels.com/it-it/foto/cane-seduto-sulla-strada-1304732/
