di Mons. Jean-Joseph Gaume

Il cimitero cristiano predica di continuo questi quattro dogmi:
1. la nobiltà e la santità del corpo dell’uomo,
2. la gran legge dell’eterna universal fratellanza,
3. l’ immortalità dell’anima,
4. la risurrezione della carne.
Più possente che Bossuet, S. Bernardo, il Crisostomo e i più grandi oratori, i quali non possono annunziare se non successivamente codeste verità capitali, il cimitero le predica tutte ad una volta e in tal favella, che viene inteso da un capo all’ altro del mondo. Scorgi tu ora quanto sia logico l’odio degli empi? E qui cade in acconcio rammentare un detto del Conte De Maistre: “Il male non batte sempre fortemente, ma batte sempre a segno”. Ma batta quanto si voglia: intanto che esso batte il suo martello sulla incudine che vuole spezzare, noi ci faremo religiosamente ad ascoltare il sermone del cimitero.
Il cimitero predica la nobiltà e la santità del corpo.
Mosè, mandriano degli armenti del suo suocero Jetro, il quale era sacerdote di Madian, erasi avanzato un giorno infino al fondo del deserto, sino alle falde del monte Oreb. A un tratto egli scerne di lontano un ardente roveto senza che si consumasse. “Io vo’ vedere presso, disse Mosè, questo portento, e conoscere la cagione, perché il roveto non brucia”. Egli si avanza; ma una voce tuonante dal mezzo delle fiamme a lui grida: “Non accostarti; togliti i calzari, imperocché il luogo ove sei è terra santa: Locus in quo stas, terra sancta est“.
La medesima voce grida a noi dai cimiteri: “Apprèssati con gran riverenza imperocché questa è terra santa. La Chiesa mi ha distinta dalla terra comune con le sue benedizioni, con le sue preghiere, con la sua acqua santificante di cui sono aspersa; essa mi ha sottratta dai maligni influssi del demonio, di quel gran corruttore della natura fisica e morale. Essa m’ha ridonata l’originaria purità; essa ha fatto di me una sacra custodia, un reliquiario destinato a ricevere e a conservare preziosamente un sacro oggetto. Io non son già purificata, benedetta, santificata per me; ma per il corpo dell’uomo che deve nel mio seno riposare”.

L’Eco del Purgatorio, Anno XXVII – Volume XXXIX, Bologna, 1894, pp. 328-329


🔴[INDULGENZE PER I DEFUNTI] Normativa generale e per il mese di Novembre

🔴La (giusta) condanna ecclesiastica della cremazione

🔴Considerazioni sul funerale cosiddetto “civile”

🔴La Chiesa e le esequie degli acattolici



Seguite Radio Spada su: