di Red.

Nonostante gli attacchi sgangherati a Radio Spada da parte di quel mondo, useremo modi cavallereschi e non insisteremo sui nomi, non infierendo come potrebbe venirci molto facile.

Premessa: come ormai noto, tutto il “complesso” delle teorie sulla non-rinuncia di Ratzinger è una inconsistente scappatoia per non affrontare la vera questione della crisi nella Chiesa, ovvero gli errori del Vaticano II. Queste “ipotesi” – che definire lunari è un benevolo eufemismo – sono state agevolmente confutate, insieme ad altre false soluzioni, in Parole chiare sulla Chiesa – Perché c’è una crisi, dove nasce e come uscirne.

Ma veniamo al punto. L’ultima dei sedeimpeditisti? “Una fotografia assolutamente inedita che vi presentiamo in esclusiva, scattata diverso tempo dopo il marzo 2013 ma prima dell’elezione di Leone XIV“, “come si vede, l’anello non presenta alcuna manomissione“.

Peccato che si tratti di un oggetto in vendita presso la Bottega di Gnomo Febo, un simpatico artigiano che realizza anche pendenti col logo dell’AC Milan e ciondoli in forma di casacca judogi. Addirittura nel collegamento si può guardare il video del negozio in cui si mostra la totale identità tra le immagini, compresi dettagli della fattura, dita e sfondo nero.

Ma c’è di più: ovvero non solo la prova, ma la controprova. Le immagini sedeimpeditisti/Gnomo Febo sono totalmente diverse da quelle del vero anello di Ratzinger (foto in evidenza), che è ellissoidale (rimando al colonnato berniniano di piazza San Pietro) e non tondo, inisieme a parecchie altre differenze. L’incompatibilità è pacifica e – non ce ne voglia lo Gnomo Febo – si tratta di una replica che lascia molto a desiderare.

Non sappiamo se gli autori dello scoop siano caduti vittime di una polpetta avvelenata. Ma qui ad essere sicuramente un polpetta avvelenata sono le false soluzioni al vero problema del neomodernismo.

Sipario.



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