Memento etiam, Domine, famulorum, famularumque tuarum N. et N. qui nos praecesserunt cum signo fidei et dormiunt in somno pacis. Ipsis, Domine, et omnibus in Christo quiescentibus, locum refrigerii, lucis et pacis, ut indulgeas, deprecamur. Per eumdem Christum Dominum nostrum. Amen.

di Benedetto XIV

Questa orazione comincia con la parola Memento. In questa Orazione si prega per i morti, aggiungendo al Memento la parola etiam (Memento etiam Domine[1]). Alcuni hanno creduto che quest’orazione una volta fosse preceduta da un altro Memento particolare, e altri hanno definito quella particella etiam come superflua. Ma, come ben riflette il Padre Le Brun (al tomo 1, pagina 525), non è necessario né supporre un altro Memento precedente, né considerare superflua la parola etiam. Infatti, essendoci stato prima della Consacrazione il Memento dei vivi, chiunque può vedere la pertinenza della parola etiam, da cui si deduce che, essendosi pregato fino ad allora per i vivi, si continua a pregare anche per i morti.
Nelle Divine Scritture è celebre il fatto di Giuda Maccabeo, che fece pregare Dio per i Giudei morti in guerra e che, non per idolatrare ma per avarizia, avevano sottratto dal Tempio di Jamnia le cose consacrate agli Idoli, nascondendole sotto i loro vestiti. «Atque ita ad preces conversi rogaverunt ut id quod factum erat delictum oblivioni traderetur»[2].
La Chiesa non si accontenta di offrire e pregare per i morti solo in qualche occasione particolare o raramente, al contrario non c’è liturgia in cui non sia presente l’orazione per i morti, essendo questa preghiera di Tradizione Apostolica.
«Extat oratio pro defunctis in Liturgiis omnibus Ecclesiæ tum Orientalis tum Occidentalis. Hoc ab Apostolis traditum universa per totum orbem observat et observavit semper Ecclesia ut pro defunctis inter sacrificandum oret»[3], afferma il Pouget nelle Istituzioni Cattoliche (al tomo 2, pagina 866).
Le testimonianze degli antichi Padri sono chiarissime. Tertulliano, nel De Corona Militis (capitolo 3), scrive così: «Oblationes pro defunctis annua die facimus»[4]. Sant’Agostino, nel Sermo 171 de Verbis Apostoli, così discorre: «Hoc enim a Patribus traditum universa observat Ecclesia ut pro eis qui in Corporis et Sanguinis Christi communione defuncti sunt cum ad ipsum Sacrificium loco suo commemorantur ac pro illis quoque id offerri commemoretur»[5]. E concorda San Giovanni Crisostomo, nell’Omelia 69 al popolo Antiocheno: «Non temere ab Apostolis hæc sancita fuere ut in tremendis Mysteriis defunctorum agatur commemoratio. Sciunt enim illis multum contingere lucrum utilitatem multam»[6].
Su questi fondamenti si basa la presente orazione del Canone, e in essa il Sacerdote deve richiamare alla sua mente quelle persone defunte per le quali intende pregare in modo speciale. «In hoc loco Sacerdos quorum maluerit defunctorum debet agere memoriam specialem»[7], sono le parole di Innocenzo III (nel citato Libro 5, al capitolo 7).
Proseguendo l’orazione, lo stesso Sacerdote prega per tutte le anime che sono nel Purgatorio, come indicano le parole: «Ipsis Domine»[8], che sono quelli per cui ha pregato in modo particolare, «et omnibus in Christo quiescentibus»[9], che sono tutti gli altri che sono nel Purgatorio. E domanda per tutti «locum refrigerii»[10], alludendo al fuoco da cui quelle anime sono tormentate; «locum lucis»[11], alludendo alle tenebre nelle quali si trovano; «locum pacis»[12], alludendo all’ansia della mente che patiscono. Con queste tre forme di supplizio le povere anime sono purificate dalla Giustizia Divina.
Si è detto per tutti quelli che sono nel Purgatorio, offrendosi per essi soli il Sacrificio della Messa come soddisfattorio e impetratorio, secondo insegna il Sacro Concilio di Trento (alla Sessione 25, nel Decreto del Purgatorio): «Animas in Purgatorio detentas fidelium suffragiis potissimum vero acceptabili altaris aacrificio iuvari»[13]. E secondo lo stesso Concilio (nella Sessione 22, al capitolo 2): «Quare hoc Sacrificium non solum pro fidelium vivorum peccatis pœnis satisfactionibus et aliis necessitatibus sed pro defunctis in Christo nondum ad plenum purgatis rite juxta Apostolicam Traditionem offertur»[14]. E mai si offre per i dannati, la cui condanna è eterna per immutabile legge di Dio: «Paleas autem igne comburet inextinguibili»[15], «Discedite a me maledicti in ignem æternum»[16].

Della Santa Messa, t. II, Venezia, 1749, pp. 119-120.
Testo in parte adattato.


  1. «Ricordati anche, o Signore». ↩︎
  2. «E perciò rivoltisi all’orazione, pregarono, che fosse posto in dimenticanza il delitto commesso» (2Macc. XII, 42). ↩︎
  3. «Esiste un’orazione per i defunti in tutte le liturgie della Chiesa, sia Orientale che Occidentale. La Chiesa universale osserva e ha sempre osservato in tutto il mondo questo uso, tramandato dagli Apostoli, di pregare per i defunti durante il Sacrificio». ↩︎
  4. «Facciamo offerte annuali per i defunti». ↩︎
  5. «Infatti, l’intera Chiesa osserva questo uso, tramandato dai Padri, che quando si fa menzione, al loro posto, di coloro che sono morti nella comunione del Corpo e Sangue di Cristo al momento del Sacrificio stesso, si faccia anche menzione che per loro viene offerto il Sacrificio». ↩︎
  6. «Non a caso queste fu stabilito dagli Apostoli che nei tremendi Misteri si faccia la commemorazione dei defunti. Sanno infatti che da ciò deriva per loro molto vantaggio e molta utilità». ↩︎
  7. «In questo luogo il Sacerdote deve fare una speciale menzione dei defunti che desidera». ↩︎
  8. «A loro, o Signore». ↩︎
  9. «E a tutti quelli che riposano in Cristo». ↩︎
  10. «Il luogo del refrigerio». ↩︎
  11. «Il luogo della luce». ↩︎
  12. «Il luogo della pace». ↩︎
  13. «Le anime trattenute in Purgatorio sono aiutate dai suffragi dei fedeli in particolare modo con l’accettabile sacrificio dell’altare». ↩︎
  14. «Perciò questo Sacrificio si offre, in conformità con la Tradizione Apostolica, non solo per i peccati, le pene, le soddisfazioni e le altre necessità dei fedeli vivi, ma anche per i defunti in Cristo non ancora pienamente purificati». ↩︎
  15. «La pula invece la brucerà con fuoco inestinguibile» (Matth. III, 12). ↩︎
  16. «Andate via da me, maledetti, nel fuoco eterno» (Matth.XXV, 41). ↩︎

🔴 Il Purgatorio

🔴 I fedeli defunti



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