Leone X nella bolla “Exsurge Domine“ condanna il seguente errore di Lutero: «Il purgatorio non può essere provato mediante la sacra Scrittura che si trova nel canone». Un errore ripreso dagli ecumenisti e condannato come tale da san Pio X nella lettera “Ex quo nono“. Un errore la cui falsità si dimostra leggendo alcune pagine del Vangelo.
Dice il divin Salvatore (Matt. 5, 25) “Riconciliati col tuo nemico senza esitanza, finché sei con lui sulla strada, acciocché egli non ti consegni al giudice, e il giudice al suo ministro e quindi sii gettato in carcere. In verità ti dico, che tu non ne uscirai finché tu non abbia pagato sino all’ ultimo denaro“. Ora gl’interpreti e i dottori della Chiesa (1) per questo carcere intendono generalmente il Purgatorio, essendo chiaro che qui si parla dell’altro mondo e conseguentemente non può intendersi dell’Inferno, di dove non è ammissibile un ritorno e che qui è presupposto possibile. In altro luogo dice il divin Salvatore (Matt. 12, 32): “Chi pronuncia una parola contro il Figliuolo di Dio, gli sarà perdonato, ma a chi la pronuncierà contro lo Spirito Santo non gli sarà perdonato né in questo secolo né nel futuro“. Di qui S. Agostino (De civit. Dei I, XXI, c. 24) con altri santi Dottori (Greg. Bern. Beda) ne raccoglie l’idea del Purgatorio, giacché secondo questa divina sentenza, vi debbono essere necessariamente peccati che nell’altro mondo possono essere espiati. Scrive finalmente il S. Apostolo Paolo (I Cor. 3, 12 – 15): “Ma se alcuno su questo terreno (che è Gesù Cristo) edificherà con oro, argento, pietre preziose (2) legno, fieno, paglia si manifesterà l’opera d’ ognuno; poichè le metterà in luce il giorno del Signore e il fuoco proverà qual sia l’opera di ognuno. Se l’ opera che qualcheduno ha edificato su di esso resisterà, ne riceverà la mercede. Ma se l’opera d’alcuno brucierà egli ne soffrirà la pena, ma egli stesso sarà salvo, però come attraverso del fuoco“. Su questo passo scrive l’Allioli: “Il fuoco di cui qui parla l’Apostolo, non può essere unicamente che il fuoco che si soffre dopo la morte nel luogo di purificazione, detto fuoco del Purgatorio, che durante anche il tempo brucia per la purificazione delle anime trapassate e non del tutto monde, finché esso avrà termine nel Giudizio universale, e col generale incendio del mondo (II Petr. 3, 10-13)”. In questo senso s’accordano tutti i Santi Padri a spiegare questo passo, e ne abbiamo ancora un’ infallibile conferma nel senso esposto dal Concilio di Firenze (ultima Sessione).
L’Eco del Purgatorio, Anno XXVII – Volume XXXIX, Bologna, 1894, pp. 133-134
- Origene, S. Girolamo, S. Ambrosio, S. Ilario. ↩︎
- Coll’oro, argento, pietre preziose s’intendono qui dai SS. Padri le buone opere, e col legno, fieno e paglia al contrario i peccati veniali. Perciò S. Agostino nella sua interpretazione del salmo 37 scrive: Castigami pure nell’ira tua purificandomi in questa vita e trattandomi per modo che non abbisogni più del fuoco purificatore in confronto di quelli che si salvano similmente ma per mezzo del fuoco. E perchè ciò, se non perchè essi sul terreno della loro salute fabbricano con legni, fieno e paglia? Se lo facessero con oro, argento, pietre preziose sarebbero sicuri contro ambidue i fuochi, non solo contro quello eterno che per sempre martorierà i dannati, ma eziandio contro quello che purifica coloro che si salvano per mezzo del fuoco. ↩︎
🔴 Il Purgatorio
🔴 I fedeli defunti

