di Red.
Tutto secondo programma. Leone XIV ha partecipato ad Assisi alla conclusione dell’81esima assemblea generale della Conferenza Episcopale Italiana. Nette le conferme, peraltro largamente prevedibili: “Carissimi, nel nostro precedente incontro ho indicato alcune coordinate per essere Chiesa che incarna il Vangelo ed è segno del Regno di Dio: l’annuncio del Messaggio di salvezza, la costruzione della pace, la promozione della dignità umana, la cultura del dialogo, la visione antropologica cristiana. Oggi vorrei sottolineare che queste istanze corrispondono alle prospettive emerse nel Cammino sinodale della Chiesa in Italia. A voi Vescovi spetta adesso tracciare le linee pastorali per i prossimi anni, perciò desidero offrirvi qualche riflessione affinché cresca e maturi uno spirito veramente sinodale nelle Chiese e tra le Chiese del nostro Paese“, ha affermato.
Tra i protagonisti dell’assemblea, ovviamente il vice-presidente Mons. Savino, che nelle settimane scorse ha sostenuto il diritto ai rapporti omoerotici e rivendicato l’autorizzazione ricevuta dallo stesso Leone XIV alla celebrazione della Messa nel corso del Giubileo LGBT. Poco prima dell’arrivo di Prevost, il presule ha sottolienato all’agenzia SIR come si tratti di “un’assemblea molto significativa, che dopo l’approvazione, il 25 ottobre, del documento sul cammino sinodale interpella seriamente noi vescovi sulle responsabilità del percorso fatto in questi quattro anni“. Aggiungendo: “Come ci ha chiesto ieri il card. Matteo Zuppi nell’introduzione, dobbiamo essere costruttori di comunità: la comunione tra di noi è di grande valore, che non significa omologazione, ma rispetto delle diverse sensibilità”. Il testo a cui fa riferimento è chiaramente il disastroso Documento di sintesti, presentato quasi fosse un involontario contrappasso, proprio a valle del vespro in rito antico celebrato dal presidente CEI Zuppi a Roma.
A seguito di questa nuova rassegna di conferme, non manca chi ha fatto notare una certa delusione dei cosiddetti “conservatori” per la piena continuità rispetto al passato (e forse per l’accelerazione). Ma si tratta di una scoperta dell’acqua calda determinata da allagamenti di illusioni versate a reti (quasi) unificate fin dalla sera dell’8 maggio.
Forse sarebbe il caso di chiudere la fase onirica e di andare a cercare le vere cause.
Come sempre, per comprendere in profondità e senza scoraggiamenti la crisi in corso, rimandiamo a due testi fondamentali: Parole chiare sulla Chiesa e Golpe nella Chiesa.
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