Anacleto Meoro Sánchez (1778-1864) fu Vescovo d’Almeria dal 1847 alla morte. In risposta all’enciclica “Ubi primum”, scrisse a Pio IX una lettera in cui dava il suo “votum” favorevole [1] alla definizione dogmatica dell’Immacolata Concezione della Vergine. Di seguito un passaggio della lettera.
L’Immacolata Vergine Maria [nella sua immunità originale] è stata la prima ad essere stata redenta, il culmine più nobile della redenzione; intemerata; liberata da ogni male; tutta splendente; immersa nella luce; tutta bella; totalmente senza macchia, come le acclama la Chiesa Cattolica in ogni luogo e sempre, sia nei Concili generali, sia nella dottrina dei Santi Padri, che la videro figurata ed esibita nell’incolumità dell’arca in mezzo alle acque del diluvio, che sommersero i monti più alti; nell’incombustibilità del roveto di Oreb; nell’Arca dell’Alleanza coperta dentro e fuori con oro purissimo; in Giuditta trionfante e incolume mentre si recava agli accampamenti di Oloferne, e si tratteneva nella tenda del nemico, e ritornava a Betulia; in Ester privilegiata ed esclusa singolarmente dalla legge capitale generale e dall’eccidio grazie alla speciale grazia del Re; nel sacrificio del lebbroso, in cui si sgozzava un passero, del cui sangue si aspergeva il compagno, e veniva lasciato libero[2]. La Chiesa, adattando alla Genitrice di Dio quel «facciamo un aiuto che le somigli» nell’ufficio divino della Concezione, ci rende certi di ciò, e conferma quelle antichissime tradizioni di « Compagna del Redentore, Corredentrice, aiuto della salvezza eterna» … Questi sono, Beatissimo Padre, i giudizi universali che la Chiesa Cattolica ha consacrato fin dall’inizio, chiamando la Signora con le note caratteristiche e proprie del Suo Stesso Figlio Redentore. Nell’antifona Salve Regina, la chiama «vita, dolcezza e speranza nostra», e si deve certamente notare che, benché il contagio originale venga a noi dal primo padre Adamo, in quella stessa preghiera a Nostra Signora, noi non cerchiamo patrocinio o protezione, se non come «figli di Eva». In questo si adombra la misteriosa antitesi tra la vergine dell’universale rovina [Eva] e la Vergine dell’universale riparazione [Maria]; tra la vergine della Creazione e la Vergine della Redenzione; tra la vergine che termina il mondo naturale e la Vergine che inizia e conclude il mondo soprannaturale. La vergine prevaricatrice fu creata in giustizia originale, affinché uscisse dalle mani di Dio vergine per quanto riguarda la carne e lo spirito o mente, e la Vergine Corredentrice sarebbe stata privata di tali doni? Ciò non può essere ammesso senza credere limitata la destra dell’Eccelso e senza che l’inferno ne tragga un trionfo su tutti i trionfi! Eva ci condusse al peccato e all’inferno; la Chiesa richiede grazia e gloria da Maria, come cosa soggetta al Suo cenno e supremo arbitrio: «mostraci Gesù, il frutto benedetto del Tuo seno» e «mostracelo dopo questo esilio». Filippo non chiese nulla di più o di meno allo stesso Gesù Figlio di Dio, quando disse: «Mostraci il Padre» poiché il Salvatore aggiunge che per ottenere la beatitudine, è lo stesso vedere il Figlio e il Padre; sono infatti un’unica cosa, e io esclamo con il Dottore Angelico: O sublimità, o dignità quasi infinita della Vergine Madre di Dio! Non c’è alcuna differenza tra il Figlio e la Madre, se non che questa è tale per grazia, e quello per natura. Che Lui è il solo e unico Redentore, e questa è la primizia della Redenzione, la prima redenta; e in modo preservativo l’unica e singolare redenta … La Chiesa prega così come crede.
Pareri dell’Episcopato Cattolico de’ capitoli etc. sulla definizione dogmatica dell’Immacolato
concepimento della B.V. Maria, Parte prima – Volume primo,
Tipi della Civiltà Cattolica, Roma, 1851, pp. 185-192.
- Vedi anche i vota dell’Arcivescovo, del Clero e del Popolo dell’Arcidiocesi di Sassari, della Chiesa Armena, del Patriarca dei Maroniti, dell’Arcivescovo di Cagliari, del Vescovo di Gallipoli e del Vescovo di Asti. ↩︎
- Cfr. Levitico XIV, 1-7: «E il Signore parlò a Mosè, e disse: Questo è il rito della purificazione del lebbroso. Egli sarà condotto al sacerdote e questi, uscito fuor degli alloggiamenti, quando avrà trovato che la lebbra sia guarita, ordinerà a colui, che dev’esser purificato, che offerisca per sé due passerotti vivi, i quali è lecito di mangiare, e prenda del legno di cedro, o della lana porporina, e dell’issopo. E comanderà, che uno dei passerotti sia immolato in un vaso di terra sopra l’acqua viva, e col sangue del passerotto immolato aspergerà l’altro, che è vivo, e il legno di cedro, e la lana porporina, e l’issopo. E col medesimo aspergerà sette volte colui che deve mondarsi, affinché sia rettamente purificato; e lascerà in libertà il passerotto, che sen voli alla campagna». ↩︎
🔵Articoli sull’Immacolata Concezione

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