S.E.R. Mons. Lorenzo Moccia, Vescovo di Gallipoli
«Nei cuori pii dei fedeli di Cristo fervono voti e preghiere al Signore Gesù, affinché invii a Te, Suo Vicario, che sciogli e leghi ciò che sarà sciolto e legato nei cieli, la luce arcana dei misteri, affinché Tu solo possa definire che «la Vergine Deipara, Corredentrice nostra, è stata concepita senza macchia» [1]
S.E.R. Mons. Jean-Baptiste Malou, Vescovo di Bruges
«Se l’Apostolo ha potuto dire che egli suppliva a ciò che manca alla passione di Gesù Cristo esercitando l’apostolico ministero come mai oserebbesi ricusare a Maria il titolo di corredentrice ora ch’ella applica con un autorità in qualche modo sovrana i meriti infiniti di quella gloriosa passione?» [2].
S.E.R. Mons. Eduardo Martínez González, Vescovo di Zamora
«La presenza della Beatissima Vergine Maria presso la croce, mentre il sacrificio della redenzione veniva offerto dal Redentore, non era comune, come se fosse presente in qualità di semplice testimone o spettatrice, ma qualificata, cioè come corredentrice, cooperando lei stessa al sacrificio per quanto le era possibile. Ciò fu insegnato da Pio XII con parole esplicite nell’Enciclica Mystici Corporis, in questo modo: «(Maria) esente sia dalla colpa propria che da quella ereditaria, sempre congiuntissima al suo Figlio. Lo offrì sul Golgota, insieme all’olocausto dei suoi diritti materni e del suo materno amore, come una novella Eva, all’Eterno Padre»[3].
S.E.R. Mons. Marcelino Olaechea Loizaga, S.D.B., Arcivescovo metropolita di Valencia
«Sarebbe pertanto strano e inaudito se, nell’anno liturgico in cui il mistero mariano è onorato con amore, si onorasse soltanto Maria in quanto redenta e in quanto modello; e non si onorasse, anzi venisse ignorata, Maria in quanto Madre di Dio e Maria in quanto Madre degli uomini, mediatrice e corredentrice»[4].
S.E.R. Mons. Gregorio Elias Olazar Muruaga CP, Vescovo titolare di Prusa e Vicario Apostolico di Yurimaguas
«Desidererei che il testo in questione [lo schema su Maria che fu poi rigettato dai progressisti] fosse più generoso, in modo da porre in maggiore evidenza quei privilegi mariani che chiamiamo sociali: mediazione, corredenzione, maternità spirituale, regalità … Non tutti concordano su tutto, ma questo appare chiaramente: «In Maria vi sono elementi e ragioni sufficienti per cui la invochiamo con dolce bocca e cuore ardente Mediatrice e anzi Corredentrice nostra» … Nessun cattolico mette in dubbio la cooperazione mediata e fisica alla redenzione, né l’influsso che la Beata Vergine esercita nell’elargizione delle grazie, il che è sufficiente per il momento … L’unica ragione per nascondere le glorie di Maria sarebbe quella di non far apparire più grande il fossato di separazione tra cristiani [dissidenti] e cattolici … Cristo è l’unico Redentore; ma ha voluto onorare sua Madre e l’ha scelta come cooperatrice in quest’opera di redenzione, il che non sminuisce ma, al contrario, accresce l’efficacia di Cristo stesso … Nell’opera della Redenzione, Cristo e Maria non sono due cerchi indipendenti; ma concentrici, con quello di Maria all’interno di quello di Cristo. I titoli dunque che difendiamo per Maria non devono essere taciuti» [5].
S.E.R. Mons. Sebastiano Soldati, Vescovo di Treviso
«Ora una creatura così eccellente, a cui da tutti i secoli eterni fu rivolto il divin pensiero; che fu tanto tempo innanzi adombrata da tanti simboli, mostrata da tante figure, promessa da tanti oracoli; che fu il capolavoro della destra creatrice nella sua formazione; che fu riempiuta poi di tanta grazia di santificazione quanta addicevasi alla madre avventurosa del Verbo e alla corredentrice vera del genere umano; una creatura, io diceva, di tanto merito e grandezza non avrà forse in se il più giusto ed eminente diritto alla devozion di tutti i fedeli? Eccovi, o miei figli amatissimi, i sublimi motivi che vi consigliano, anzi pur vi prescrivono il più tenero e affettuoso culto alla Vergine» [6].
LL.EE.RR. Monss. Giovanni Battista Arnaldi, Arcivescovo di Spoleto, Nicola Belletti, Vescovo di Foligno, Raffaele Bacchettoni, Vescovo di Norcia, Nicola Pace, Vescovo d’Amelia, Giacinto Luzi, Vescovo di Narni, Giuseppe Maria Severa, Vescovo di Terni, Gaetano Carletti, Vescovo di Rieti, Mattia Agostino Mengacci, Vescovo di Civita Castellana
«Questi vostri voti però, o Ven. Fratelli e Figli tutti dilettissimi, assumeranno un valore tanto più efficace, se Voi li presenterete al trono dell’ Augustissima Triade per le mani, e per entro il Cuore Immacolato di Maria Madre di Dio, l’ausiliatrice dei Cristiani, la potentissima, che tiene sotto i suoi piedi la testa rubelle dell’antico serpente. È in questo intendimento, che Noi vi datiamo le presenti parole in questo giorno sacro alla Festa della sua Purificazione, la quale rammenta il vaticinio, che Le svelava le pene future della sua vita, che doveano costituirla Corredentrice del genere umano» [7].
S.E.R. Mons. Filippo Artico, Vescovo d’Asti
«Io son certo che tutti i Pastori dell’anime mi rescriveranno uno solo essere il voto ed il sospiro de’ fedeli, l’udire cioè definito ex cathedra dalla S. V. il dogma del singolare privilegio [dell’Immacolata Concezione] accordato dal Redentore divino alla purissima sua Madre, Corredentrice del mondo» [8].
- Lettera a Pio IX del 25.03.1849, in Pareri dell’Episcopato Cattolico de’ capitoli etc. sulla definizione dogmatica dell’Immacolato concepimento della B.V. Maria, Parte prima – Volume primo, Roma, 1851, p. 24. ↩︎
- L’Immacolata Concezione della B.V.M. considerata come dogma di fede, Versione di G.A. Pizzo, Torino, 1857, p. 252. ↩︎
- Intervento nel Concilio Vaticano II, AS I-II, pp. 730-731. ↩︎
- Intervento nel Concilio Vaticano II, AS I-II, p. 742. ↩︎
- Intervento nel Concilio Vaticano II, AS III-II, pp. 143-145. ↩︎
- Omelie pastorali, Treviso, 1834, pp. 110-111. ↩︎
- Lettera pastorale, Spoleto, 1860, p. 31. ↩︎
- Lettera a Pio IX del 17.06.1849, in Pareri dell’Episcopato Cattolico de’ capitoli etc. sulla definizione dogmatica dell’Immacolato concepimento della B.V. Maria, Parte prima – Volume primo, Roma, 1851, pp. 324-325. ↩︎
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