Nell’ultima domenica dell’anno liturgico la Chiesa Romana legge il brano del Vangelo di san Matteo in cui Cristo parla dell’«abominio della desolazione» e di «falsi cristi e falsi profeti [che] faranno grandi portenti e miracoli, così da indurre in errore, se possibile, anche gli eletti». San Tommaso nel suo Super Matthaeum (c. XXIV, l. 2) dà a questo passo un’interpretazione assai suggestiva in quanto assai attuale.

Che cos’è ciò che chiama abominazione? Si può dire che abominazione è chiamato l’esercito dei Romani, e sono chiamati abominazioni della desolazione perché furono i desolatori della terra. Oppure per abominazioni si intendono gli idoli, e si può parlare di un duplice idolo. Si legge che Pilato introdusse nel tempio l’aquila, che era il segno dei Romani, e che i Giudei chiamavano abominazione. Perciò, quando vedrete l’idolo posto nel luogo santo, potrete conoscere il compimento della profezia di Daniele sulla distruzione di Gerusalemme. Oppure si può dire che Gerusalemme fu distrutta due volte. Prima da Tito e Vespasiano, e allora il tempio fu bruciato, e tuttavia alcuni Giudei furono lasciati. In seguito altri si ribellarono ancora, e allora Adriano, che succedette a Traiano, la distrusse completamente, e diede la legge che nessun Giudeo vi abitasse più d’ora in poi e diede alla città il suo nome; inoltre pose un idolo nel luogo sacro. Perciò quell’idolo, che pose Adriano, può essere chiamato abominazione. «Chi legge, comprenda». E perché dice questo? Perché in quella profezia di Daniele si dicono molte cose sulla Passione di Cristo. Queste parole devono essere osservate; perciò lì si dice: «Sarà ucciso il Cristo e ci sarà nel tempio l’abominazione della desolazione, e la desolazione persevererà fino al compimento e alla fine». Perciò chi vede, comprenda che tali cose sono accadute. «Allora quelli che sono in Giudea fuggano sui monti». … Allora, cioè al tempo di Vespasiano. A quel tempo, uno chiamato Agrippa dominava sui monti, e questi obbediva ai Romani, né si ribellava a loro: perciò, mentre le altre genti avevano la guerra, costui e la sua gente erano in pace. Perciò per provvidenza di Dio furono ammoniti i fedeli che erano in Giudea di ritirarsi e andare nel regno di questo Agrippa, e così fecero: perciò allora quelli che sono in Giudea, cioè i fedeli, fuggano sui monti Ilario interpreta che queste parole si riferiscono alla fine del mondo … perché i Giudei verranno meno, perciò fuggiranno la terra dei Giudei, e si convertiranno ai monti della Cristianità. «E chi è sul tetto non scenda a prendere qualcosa da casa sua». Vuol dire che i perfetti non si muovano dalla loro perfezione. Perciò tocca la vita contemplativa, che è simboleggiata dal tetto; perciò tali persone non devono recedere dalla loro contemplazione. «Inoltre, chi è nel campo», tocca la vita attiva. Tali persone non tornino alla vita precedente, ma rimangano nel loro proposito. E cosa s’intende per «donne incinte»? Uomini gravati dai peccati. Gli uomini che allattano sono uomini imperfetti. Perciò vuol dire, che guai agli uomini appesantiti dai peccati, e non confermati. Secondo Agostino, donne incinte sono coloro che concepiscono il male da fare; donne che allattano, coloro che lo compiono già con l’opera. E cosa s’intende per «d’inverno» e «di sabato»? Per inverno si intende la tristezza, per sabato la letizia. Perciò (che la fuga) non avvenga d’inverno a causa della tristezza che opprime, o di sabato a causa della letizia che eleva l’animo. Oppure per sabato il riposo della buona operazione, per inverno il raffreddamento della carità. «E se quei giorni non fossero stati abbreviati»; perché durerà poco, e se durasse «non si salverebbe nessuna carne», cioè ogni uomo carnale. Inoltre possono riferirsi all’avvento di Cristo attraverso la Chiesa; e così dice Origene che come la parola del Vangelo fu divulgata con l’arrivo di Lui, così la falsa dottrina sarà divulgata con l’arrivo dell’Anticristo; e come Cristo ebbe i suoi profeti, così anche l’Anticristo. Allora quelli che sono nella città fuggano sui monti della perfetta giustizia. Sono chiamati donne incinte coloro che ancora stanno diffondendo la parola di salvezza; donne che allattano coloro che hanno già fatto qualcosa. «Pregate dunque» affinché non siano impediti dalla pigrizia e dal torpore. «Allora ci sarà una grande tribolazione», perché ci sarà la perversione della dottrina Cristiana attraverso la falsa dottrina. «E se i giorni non fossero stati abbreviati», con il testimonio della dottrina, attraverso le aggiunte della vera dottrina, non si salverebbe nessun uomo, cioè tutti si convertirebbero alla falsa dottrina.


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