Riprendiamo un passaggio di un’intervista resa all’Osservatore Romano della Domenica da Eugenio Zolli il 27 dicembre 1953. Zolli (Brody, 17 settembre 1881 – Roma, 2 marzo 1956) fu rabbino capo di Roma dal 1940 al 1944, quando si dimise dalla carica perché cominciava a maturare in lui la conversione a Gesù Cristo. Ricevette il battesimo nel 1945. Studioso di prim’ordine, professore di Lingua e letteratura ebraica a Padova dal 1920 al 1938, nel secondo dopoguerra insegnò alla Sapienza e al Biblicum.

«Maria è ti­pologicamente prefigurata nel Vec­chio Testamento. Non un parallelo può stabilirsi, ma una esatta prefigurazione là dove, per esempio, il profeta Michea nel testo delle pro­fezie messianiche precisa che Dio aveva inviato al popolo di Israele, per la sua redenzione nazionale, Mosè, Aronne e Myriam. Myriam è CORREDENTRICE con Mosè, come Ma­ria è CORREDENTRICE con Gesù. Avem­mo allora una sorella, abbiamo qui una madre. Gesù è la sublima­zione di Mosè ed è anche il sommo Sacerdote come Aronne, così come Maria è la sublimazione di Myriam. Quella che è una redenzione nazio­nale operata dai tre personaggi bi­blici diventa poi la redenzione del­lo spirito operata dal Cristo, capo e sacerdote della nuova umanità e da Maria»

L’Osservatore Romano della Domenica, A. XX – N. 52 (1024) – 27 dicembre 1953, p. 3.


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