di San Gregorio Magno

Carissimi fratelli, il regno dei cieli è detto simile alle realtà terrene perché da quelle cose che l’anima conosce, la stessa si innalzi verso le ignote che non conosce: affinché, per mezzo dell’esempio delle cose visibili, si slanci verso quelle invisibili, e, attraverso le cose che ha imparato con l’uso, si riscaldi quasi venendo a contatto con esse; in modo che, per mezzo del fatto che sa amare ciò che gli è noto, impari ad amare anche le cose ignote. Ecco, infatti, il regno dei cieli è paragonato a un tesoro nascosto in un campo; l’uomo che lo trova lo nasconde, e per la gioia di esso va, vende tutto ciò che ha, e compra quel campo. A tal proposito, è da notare anche questo, che il tesoro trovato viene nascosto per essere conservato: perché non è sufficiente custodire l’ardore del desiderio celeste dagli spiriti maligni, se non lo si nasconde dalle lodi umane. In questa vita, infatti, siamo come in una via per la quale procediamo verso la patria. E gli spiriti maligni assediano il nostro cammino come dei ladruncoli. Desidera dunque essere derubato chi porta il tesoro pubblicamente in cammino. Dico questo, non affinché il prossimo non veda le nostre buone opere, poiché è scritto: “Vedano le vostre buone opere e glorifichino il Padre vostro che è nei cieli”; ma affinché non cerchiamo esteriormente le lodi per ciò che facciamo. Così, l’opera sia in pubblico, ma l’intenzione rimanga nel segreto; affinché, con l’opera buona, offriamo l’esempio ai prossimi, e tuttavia, attraverso l’intenzione con cui cerchiamo di piacere solo a Dio, desideriamo sempre il segreto. Il tesoro è il desiderio del cielo; il campo, nel quale il tesoro è nascosto, è la disciplina dell’ardore celeste. E quel campo lo compra, vendendo ogni cosa, colui che, rinunciando ai piaceri della carne, calpesta tutti i suoi desideri terreni mediante la custodia della disciplina celeste: in modo che nulla di ciò che la carne alletta sia più gradito, e nulla di ciò che uccide la vita carnale sia temuto dallo spirito. Il tesoro è il desiderio celeste; il campo, nel quale il tesoro è nascosto, è la disciplina dell’ardore celeste. E quel campo lo compra, vendendo ogni cosa, colui che, rinunciando ai piaceri della carne, calpesta tutti i suoi desideri terreni mediante la custodia della disciplina celeste: in modo che nulla di ciò che la carne alletta sia più gradito, e nulla di ciò che uccide la vita carnale sia temuto dallo spirito.

Homilia XI in Evangelia, Migne, PL 76, cc. 1114-1115

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