Riprendiamo una bella citazione del professor Adriano Bacchielli (Urbino, 30 luglio 1921 – Ancona, 18 aprile 1987), noto per la sua traduzione dell’Eneide di Virgilio.

L’esperienza folle e dolorosa dei tempi in cui è trascorsa la prima metà della mia vita, e quella come insegnante in scuole di diverso ordine e grado, mi hanno dimostrato che i giovani sono ciò che di più sacro esiste sulla terra, e compito di chi li educa, genitori, insegnanti e sacerdoti, è quello di far sì che almeno non partano come tanti Euriali[1] e Pallanti[2], e tornino altrettanti Mezenzi[3], attesi al varco del nostro farisaico giudizio, pronto a rinfacciare loro gli errori nei quali li abbiamo gettati e l’ignoranza nella quale li abbiamo lasciati. Essi (occorre ricordarlo?) erano coloro che Cristo più amava e ai quali (giova ricordarlo!) Egli parlò sempre il linguaggio semplice e chiaro della verità e dell’amore. Ma ancor più, forse, giova ricordare che Egli fu il più grande educatore di tutti i tempi per ciò che di umano, e non certo di umanistico, seppe infondere nell’animo degli ominidi di tutti i tempi, e che pertanto è la Sua semplicità e i Suoi fini che nell’insegnamento dovremmo proporci, se non vogliamo fra l’altre che i giovani continuino ad abbandonare i classici per i fumetti.

  1. Compagno di Enea, con l’inseparabile Niso, incarna il valore dell’amicizia. ↩︎
  2. Figlio del re arcade Evandro, è fra coloro che accolgono Enea nel Lazio, e dimostra una naturale predisposizione al coraggio e alla cordialità. ↩︎
  3. Tiranno etrusco noto per essere «sprezzatore degli dei». ↩︎

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