Nell’imminenza della conclusione del Giubileo del 2025 ci è parso opportuno proporre ai Lettori un sunto delle sontuosissime cerimonie che accompagnavano la chiusura della Porta Santa della Patriarcale Basilica Vaticana. Usiamo il verbo all’imperfetto perché, come ogni cerimonia (anche la più insignificante), anche i riti di apertura e chiusura della Porta Santa è caduto vittima dell’iconoclastia modernista di Paolo VI e Giovanni Paolo II. Pertanto quello che di seguito andremo a dettagliare sarà ben diverso da tutto ciò che si vedrà sulle televisioni del mondo intero.
Solitamente il compimento dell’Anno Santo era il 24 dicembre, Vigilia della Natività. Il Pontefice, in manto bianco e mitria di lama d’oro veniva innalzato sulla gestatoria e scendeva in San Pietro, preceduto e seguito dai Cardinali, dai rappresentanti dell’Episcopato, dalla prelatura e da quanti avevano posto in Cappella. Dopo aver adorato il Santissimo Sacramento, viene condotta all’altare papale e da qui al trono per ricevere l’obbedienza. Quindi aveva luogo il canto del vespro, dopo il quale avveniva l’ostensione del Legno della Vera Croce, della Sacra Lancia e della Veronica.
Successivamente al canto dell’antifona Cum jucunditate[1], mitrato e col cero in mano, il Papa (primo e ultimo dei romei) varcava la Porta Santa e andava a sedersi sul trono eretto nelle vicinanze. Discesone, andava a benedire la calce, i mattini e la sabbia per chiudere il varco. Senza mitra recitava la seguente orazione[2]:
℣.Adjutorium nostrum in nomine Domini.
℞.Qui fecit cælum et terram.
℣.Sit nomen Domini benedictum.
℞.Ex hoc nunc et usque in sæculum.
℣.Lapidem quem reprobaverunt ædificantes.
℞.Hic factus est in caput anguli.
℣.Domine exaudi orationem meam.
℞.Et clamor meus ad te veniat.
℣.Dominus vobiscum.
℞.Et cum spiritu tuo.
Oremus.
Summe Deus, qui summa media imaque custodis, qui omnem creaturam intrinsecus ambiendo concludis: sanctifica et benedic has creaturas lapidis, calcis et sabuli. Per Christum etc. Amen.
Detta l’orazione il Pontefice aspergeva i materiali, quindi, indossata la mitria di lama d’oro e cintosi d’un grembiule, andava a inginocchiarsi sulla soglia della Porta Santa e con una cazzuola vi spalmava la calcina. Le formule che accompagnavano questa azione erano una pubblica affermazione del Primato di Pietro. Spalmandola nel mezzo diceva: «In fide et virtute Jesu Christi Filii Dei vivi»; spalmandola sulla destra diceva: «Qui Apostolorum Principi dixit: Tu es Petrus»; spalmandola sulla sinistra diceva: «et super hanc petram ædificabo Ecclesiam meam»[3]. Sulla calcina imponeva tre mattoni, posizionando i quali diceva «Collocamus lapidem istum primarium ad claudendam portam sanctam, ipso tantummodo singulo jubilaei anno iterum reserandam. In nomine Patris et Filii et Spiritus Sancti. Amen»[4]. Al canto dell’inno Colestis urbs Jerusalem il Cardinale Penitenziere Maggiore collocava un’altra fila di mattina. Il varco veniva finalmente chiuso dai Sampietrini. Finito l’inno il Pontefice recitava col coro la seguente orazione[5]:
℣.Salvum fac populum tuum, Domine.
℞.Et benedic hæreditati tuæ.
℣.Mitte eis, Domine, auxilium de sancto.
℞.Et de Sion tuere eos.
℣.Fiat misericordia tua, Domine, super nos.
℞.Quemadmodum speravimus in te.
℣.Domine exaudi orationem meam.
℞.Et clamor meus ad te veniat.
℣.Dominus vobiscum.
℞.Et cum spiritu tuo.
Oremus.
Deus, qui in omni loco dominationis tuæ clemens et benignus exauditor existis: exaudi nos, quæsumus, et præsta ut inviolabilis permaneat huius loci sanctificatio et beneficia tui muneris in hoc jubilaei anno universitas fidelium impetrasse lætetur. Per Christum etc. Amen.
La cerimonia finiva col canto del Te Deum, con la benedizione apostolica e la pubblicazione dell’indulgenza plenaria.

- «Cum iucunditate exibitis et cum gaudio deducemini nam et montes et colles exsilient exspectantes vos cum gaudio alleluia» (Uscirete con giocondità e sarete condotti fuori con gioia, poiché anche i monti e i colli esulteranno attendendovi con gioia. Alleluia.) ↩︎
- ℣.Il nostro aiuto è nel nome del Signore. ℞.Egli che ha fatto il cielo e la terra. ℣.Sia benedetto il nome del Signore. ℞.Ora e sempre, nei secoli dei secoli. ℣.La pietra che i costruttori hanno rifiutato. ℞.Questa è divenuta la testata d’angolo. ℣.Signore, ascolta la mia preghiera. ℞.E il mio grido giunga fino a te. ℣.Il Signore sia con voi. ℞.E con il tuo spirito. Preghiamo. Dio Altissimo, che custodisci le cose supreme, medie e infime, che abbracci e racchiudi ogni creatura internamente: santifica e benedici queste creature di pietra, calce e sabbia. Per Cristo, ecc. Amen. ↩︎
- «Nella fede e nella virtù di Gesù Cristo, Figlio del Dio vivente, che disse al principe degli Apostoli: “Tu sei Pietro e su questa pietra edificherò la mia Chiesa”». ↩︎
- «Collochiamo questa prima pietra per chiudere la Porta Santa, da riaprirsi di nuovo solo in ogni singolo Anno Giubilare. Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo. Amen». ↩︎
- ℣.Salva il tuo popolo, o Signore. ℞.E benedici la tua eredità. ℣.Manda loro, o Signore, aiuto dal santuario. ℞.E da Sion proteggili. ℣.Sia la tua misericordia, o Signore, sopra di noi. ℞.Come noi abbiamo sperato in te. ℣.Signore, ascolta la mia preghiera. ℞.E il mio grido giunga fino a te. ℣.Il Signore sia con voi. ℞.E con il tuo spirito. Preghiamo. O Dio, che in ogni luogo del tuo dominio sei ascoltatore clemente e benigno: ascoltaci, ti preghiamo, e concedi che la santificazione di questo luogo rimanga inviolabile e che l’universalità dei fedeli si rallegri di aver ottenuto i benefici del tuo dono in questo anno giubilare. Per Cristo, ecc. ↩︎
🔴L’apertura della Porta Santa secondo l’antico rito
🔴Il Giubileo del 1500 celebrato piamente da Alessandro VI
🔴Il Giubileo del 1575 celebrato da Gregorio XIII
🔴«Roma ci invita». Un’esortazione di Leone XIII per il Giubileo del 1900
🔴 Il Giubileo e il ritorno degli acattolici nel magistero di Pio XI

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