Basandoci sull’aureo libro “Le cappelle pontificie” (Venezia, 1841, pp. 329-336) del grande erudito cav. Gaetano Moroni diamo una breve panoramica della maniera in cui il Sommo Pontefice celebrava l’Avvento di Colui del quale in terra è Vicario.

PRIMA DOMENICA D’AVVENTO – La Cappella Papale si celebrava nella Sistina (o nella Paolina del Quirinale). L’altare era parato di paonazzo (stesso colore delle coltri del trono papale e dei cuscini del faldistorio) e su di esso veniva esposto l’arazzo dell’Annunciazione. Il Pontefice vi prendeva parte in manto rosso e mitria di lama d’argento. Cantava messa un patriarca (ragion per cui sulla cancellata della cappella ardevano sei candele come per i cardinali). Il Sacro Collegio vi assisteva con le cappe ornate d’ermellino, così come gli altri prelati che ne avevano diritto. Il sermone era tenuto dal Procuratore Generale dei Domenicani. Durante il canto dell’offertorio si distribuiva ai porporati l’avviso dell’ora della predica che tutti i mercoledì del sacro tempo d’Avvento veniva svolta da un frate cappuccino nella Sala del Concistoro (lo stesso si praticava durante la Quaresima). Poiché in questa prima domenica d’Avvento, secondo l’istituto di papa Clemente VIII, si dava avvio alle Quarantore, alla messa si consacravano due ostie grandi, una delle quali (posta nell’ostensorio) veniva portata dal Papa nella Cappella Paolina dove il Santissimo Sacramento veniva esposto nella grandiosa macchina costruita da Gian Lorenzo Bernini.

SECONDA DOMENICA D’AVVENTO – La Cappella Papale, a parte la processione eucaristica, ha le stesse caratteristiche delle domenica precedente. La messa veniva cantata da un Arcivescovo o Vescovo assistente al Soglio e predicava il Procuratore Generale dei Minori Conventuali. Solitamente a ridosso della seconda domenica d’Avvento cade anche la festa dell’Immacolata Concezione, celebrata dalla Chiesa Romana e dal Pontefice fin dal tempo antico.

TERZA DOMENICA D’AVVENTO – La particolare solennità e allegrezza che caratterizza questa Domenica detta “Gaudete” e caratterizzata dall’uso (ancora esistente) del rosaceo, erano talmente sentite che nei tempi più antichi la messa era cantata dallo stesso Pontefice in Santa Croce in Gerusalemme. Quando la funzione fu trasferita in cappella, fu mantenuta la solennità, come potete leggere nell’articolo “Cappella Papale della Domenica “Gaudete”” tratto dall’opera dello stesso Moroni.

QUARTA DOMENICA D’AVVENTO – In quest’ultima domenica d’Avvento la Cappella si teneva come nelle precedenti, variando solo il predicatore, che era il Procuratore Generale dei Carmelitani Calzati dell’Antica Osservanza. In questa giornata era uso fare anche la seconda pubblicazione della bolla d’indizione del giubileo.



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