Dalla Lettera di Sua Santità Papa Leone XIII al Cardinale Oreglia, Patrono del Pontificio Collegio Urbano per la promozione degli Studi di Antichità del 4 dicembre 1894.
Fin dall’inizio del Nostro Pontificato abbiamo posto una parte non piccola delle Nostre cure nel favorire e nel promuovere a risultati più felici gli studi delle migliori discipline, come fu impegno solenne in ogni tempo per i Nostri Predecessori. E sebbene abbiamo ritenuto di dover circondare di particolare favore quei generi di dottrine che apportano luce e sostegno alla Religione, tuttavia le altre, tutte quelle che adornano elegantemente gli animi e contribuiscono in qualsiasi modo a onorare il costume della società umana, non sono state prive della Nostra provvidenza. Tra queste, abbiamo giustamente annoverato quelle discipline che si occupano di scrutare e illustrare le antichità. Infatti, per mezzo di esse, le gesta dei tempi passati e degli uomini antichi rivivono come se fossero presenti e quasi si parano dinanzi agli occhi: e ciò che soprattutto riguarda l’antichità delle cose sacre, è ben noto quanto esse abbiano contribuito all’ordinamento della storia cristiana e a difendere i dogmi della Chiesa dalle calunnie degli avversari.
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