Dal Radiomessaggio di S.S. Pio XII al Congresso Mariano del Messico il 12 ottobre 1945

La Vergine santissima fu lo strumento provvidenziale, scelto dai disegni del Padre celeste, per dare e presentare al mondo il suo incomparabile Figlio; perché fosse la Madre e la Regina degli Apostoli, che dovevano propagare la sua dottrina in tutto il mondo; per reprimere sempre le eresie, e anche per intervenire prodigiosamente in tutti i tempi, dovunque fosse necessario, per introdurre, consolidare e difendere la santa fede cattolica. «Per lei – dice a questo proposito un grande devoto di Maria – la santa Croce è celebrata e adorata in tutto l’universo; per lei ogni creatura, prigioniera negli errori dell’idolatria, pervenne alla conoscenza della verità; per lei gli Apostoli predicarono la salvezza alle nazioni» (S. Cirillo di Alessandria, Homil, 4 ex diversis – Migne, PG 77, 991). Cosí avvenne, quando scoccò l’ora di Dio per le estese regioni dell’Anáhuac. Si erano queste appena aperte al mondo, quando sulle sponde del lago di Texcoco fiorì il miracolo. Sulla «tilma» del povero Giovanni Diego – come riferisce la tradizione – pennelli, che non erano di quaggiù, lasciarono dipinta l’immagine dolcissima che l’opera corrosiva del tempo meravigliosamente doveva rispettare. L’amabile Vergine chiedeva una sede, da cui potesse «mostrare ed effondere tutto il suo amore, la sua compassione, il suo aiuto, la sua difesa a tutti gli abitanti di quella regione e anche agli altri, che l’avrebbero invocata e che avrebbero in lei avuto fiducia». Da quel momento storico la totale evangelizzazione fu un fatto compiuto. E, ciò che più conta, era stata issata una bandiera, e costruita una fortezza, contro cui si sarebbero infranti i furori di tutte le tempeste; era stato solidamente piantato uno dei pilastri fondamentali della fede nel Messico ed in tutta l’America. Fu come se la Croce, che in un giorno non lontano, le fragili caravelle spagnuole, attraverso le onde procellose, avevano portato al nuovo continente, fosse affidata alle deboli mani di quella verginella, affinché ella la portasse in trionfo per tutte quelle terre, la piantasse dappertutto e si ritirasse poi nella rocca del suo castello, che domina l’antica Tenochitlán, per regnare di là su tutto il Nuovo Mondo e per vigilare sulla di lui fede. «Ella – per usare le felici espressioni di un vostro poeta – sa che tale terra la proclamerà sua Regina, e fedelmente conserverà il deposito di quella fede, che è la salvezza del mondo». Oggi, dilettissimi congressisti americani, il Nostro pensiero, con volo più veloce e più sicuro di quello delle radio-onde che vi recano la Nostra voce, Ci trasporta in mezzo a voi; e ancora una volta il Nostro spirito si sente confortato nel contemplare il vostro numero senza numero, il vostro entusiasmo senza limiti; nel vedere che in questo momento più di una cinquantina di arcivescovi e vescovi rappresentano costì, in mezzo a voi, la fede di tutti i popoli dell’America; nel ricevere, nella persona del Nostro Legato, le magnifiche testimonianze della vostra filiale devozione, a Noi del resto già note. E nel rilevare che il centro di tutto questo fervore continua ad essere la vostra eccelsa Patrona, vedendo, quasi con i Nostri propri occhi, che seguitate ad acclamare la Vergine di Guadalupe come vostra Madre e Regina, leviamo gli occhi al cielo e rendiamo grazie all’Autore di ogni bene, perché in questo amore ed in questa fedeltà vogliamo vedere una garanzia della conservazione della vostra fede. Per questa fede, o cattolici messicani, i vostri fratelli e i vostri padri furono vittime della persecuzione, e, per difenderla, affrontarono, senza vacillare, persino la morte, al duplice grido di: «Viva Cristo Re! Viva la Vergine di Guadalupe!». Oggi le condizioni della Chiesa e della religione sono notevolmente migliorate nella vostra patria, dimostrando così che non furono inutili quella invocazione e quella fermezza. Però spetta a voi, a voi e a tutti i cattolici americani, rimanere fermi al vostro posto, consapevoli dei vostri diritti, con la fronte sempre alta dinanzi ai nemici di oggi e di sempre; quei nemici che non amano Maria, perché non amano Gesù; che vorrebbero mettere da parte o ignorare Gesù, strappando in tal modo a Maria il più eccelso dei suoi titoli. Contro la loro ribellione si erga la vostra fedeltà. Che la Vergine bruna di Tepeyac, che l’Imperatrice dell’America e Regina del Messico non abbia a piangere diserzioni. Che essa, come lo fu ieri, possa essere anche domani orgogliosa dei suoi figli.

Maria Santissima. Insegnamenti pontifici, Edizioni Paoline, Roma, 1959, pp. 284-87


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