di Red.

Fin dall’inizio del nuovo regno non abbiamo mancato di farlo notare, con un cenno anche recentemente nell’articolo Leone XIV, la nomina strategica all’arcidiocesi di New York e tante altre conferme: ebbene, ancora una volta, si è reso visibile l’allineamento dei pianeti in favore di una normalizzazione in continuità con Francesco.

L’occasione è stata quella degli Auguri alla Curia Romana e Prevost non se l’è lasciata sfuggire per tornare a sottolineare il suo ispirarsi agli errori del Vaticano II e del bergoglismo, con un riferimento esplicito alla “comunione di Cristo, che chiede di prendere forma in una Chiesa sinodale“.

Parlando del predecessore è stato netto: “La sua voce profetica, il suo stile pastorale e il suo ricco magistero hanno segnato il cammino della Chiesa di questi anni, incoraggiandoci soprattutto a rimettere al centro la misericordia di Dio“.

Ancor più chiare – purtroppo – le parole sulla comunione in materia di fede, liturgia e morale: “Talvolta, dietro un’apparente tranquillità, si agitano i fantasmi della divisione. E questi ci fanno cadere nella tentazione di oscillare tra due estremi opposti: uniformare tutto senza valorizzare le differenze o, al contrario, esasperare le diversità e i punti di vista piuttosto che cercare la comunione. Così, nelle relazioni interpersonali, nelle dinamiche interne agli uffici e ai ruoli, o trattando le tematiche che riguardano la fede, la liturgia, la morale o altro ancora, si rischia di cadere vittime della rigidità o dell’ideologia, con le contrapposizioni che ne conseguono“.

Del resto, pure nei passaggi successivi si è fugato ogni dubbio: “Il lavoro della Curia e quello della Chiesa in generale va pensato anche in questo orizzonte ampio: non siamo piccoli giardinieri intenti a curare il proprio orto, ma siamo discepoli e testimoni del Regno di Dio, chiamati ad essere in Cristo lievito di fraternità universale, tra popoli diversi, religioni diverse, tra le donne e gli uomini di ogni lingua e cultura.”

Immancabili poi i riferimenti conclusivi a Paolo VI, al Vaticano II e al partigiano e teologo protestante Bonhoeffer. 


Come sempre, per comprendere in profondità e senza scoraggiamenti la crisi in corso, rimandiamo a due testi fondamentali: Parole chiare sulla ChiesaGolpe nella Chiesa.


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