di Piergiorgio Seveso

L’anno che sta per volgere al termine è stato un anno intensissimo per tutti noi di Radio Spada”, scrivevo così esattamente un anno fa proprio su questa tribuna telematica. Parlavo a ragione veduta di fronte all’immane serie di iniziative messe in campo nel 2024 ma… non avevo ancora visto il 2025.

L’anno che si chiude è stato un anno frenetico, per il quale dobbiamo tanti ringraziamenti: 

– non solo per la continua ed inesauribile attività editoriale (siamo ormai giunti a ben 121 titoli nel nostro forziere morale), con testi che spaziano dalla più fervida e attuale apologetica alla lotta contro gli idoli dell’ecclesialmente, storicamente, scientificamente e politicamente corretto; 

– non solo per l’attività del blog che si è rivelata densa (in ogni suo ambito) e senza alcuna soluzione di continuità;

– non solo per le molteplici iniziative virtuali, dirette web organizzate da noi da gennaio a giugno e poi da settembre ad oggi, non solo per le collaborazioni con altre associazioni e gruppi amici (Stella Maris, Fides et Ratio, Virtute e canoscenza, Sicut dixit e altre ancora);

– non solo per il netto rafforzamento dei social: l’estensione degli iscritti da Telegram a X fino a tutto il resto, ma si pensi in particolare al canale YouTube (usato fino a circa un anno fa quasi solo come archivio, e che cresceva pure durante questa estate senza caricare video) o alla pagina Facebook ormai stabilmente sopra il milione di “visualizzazioni” al mese (numero di volte in cui, secondo la piattaforma, i contenuti sono stati riprodotti o mostrati);

– non solo, da ultimo, per la efficace e trionfale decima giornata di cultura radiospadista di Reggio Emilia (secondi stati generali della Tradizione) tenuta con motivata sprezzatura in piena Sede Vacante, nell’interregno tra i due sodali Francesco e Leone, così come per le conferenze che abbiamo tenuto in collaborazione con associazioni e realtà amiche, o in proprio. Dall’Emilia all’Abruzzo, dal Piemonte al Lazio, ecc. 

Ma, e dico MA, per un ulteriore motivo: nel maggio 2025 mentre le baccanti conservatrici (del nulla) gridavano Evoè al cielo per il novello eletto Prevost e cercavano di sbranare (chi nell’ombra, chi frontalmente con l’insensatezza dei folli) coloro che continuavano a ritenere e a scrivere che d’estate “le foglie del modernismo sono sempre verdi”, noi (insieme a pochi altri) non abbiamo tentennato, non abbiamo vacillato, non abbiamo avuto paura di perdere consensi, amici, applausi, collaboratori e abbiamo proseguito serenamente per la strada di sempre.

I fatti, quelli che avvengono non nelle nostre menti dopo il tramonto ma nella città degli uomini e di giorno (e ci voleva davvero poco per prevederlo) ci hanno dato ampiamente – e purtroppo – ragione per tutto il 2025, malgrado altri continuino a tessere narrazioni immaginarie, ad attendere parusie fantasiose, a scambiare treni in corsa lanciati a tutta velocità per meravigliose lucciole estive. Salvo miracoli sempre possibili, le cose stanno e staranno così. Mentre tanti con la valigia di cartone sempre pronta, attendono la Terra Promessa delle restaurazioni progressive, dei ripareggiamenti calibrati, degli astuti riassestamenti, noi proseguiremo con tranquillità d’animo e adeguate migliorie anche nel 2026, pur consapevoli dei nostri mille limiti personali e di aver bisogno delle preghiere dei buoni.

Il futuro è davvero incerto, sia per i venti di guerra che sembrano soffiare sempre più impetuosi nel globo terracqueo, sia per gli scricchiolii e sfarinamenti che dobbiamo vedere ogni giorno nel campo del Bonum Certamen, tra coloro i quali bene (o MALE) resistono alla Rivoluzione conciliare, sia per tutti noi, onerati e logorati da battaglie ora decennali, ora ventennali, ora trentennali, ma possiamo garantirvi che Radio Spada farà sin che potrà in quantum possibile, il suo dovere: ruggire con forza la Verità cattolica di fronte ai latrati infernali e ai miagolii sentimentali del neo-modernismo.

In questo modo, invocando l’aiuto del Cielo, prepareremo menti e cuori dei nostri amici, estimatori e sostenitori alle dure e sanguinose battaglie della Restaurazione (quella vera, non quella dei salotti e dei pub).

Domus aurea, ora pro nobis.

Sancte Joseph, protector Sanctae Ecclesiae, ora pro nobis.


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