Volentieri presentiamo ai lettori questo efficace estratto del capolavoro La Vera Religione spiegata e difesa del Card. H. S. Gerdil e di don J. Balmes y Urpià. Il testo ribalta agilmente, contro gli stessi che lo usano, l’argomento dell’attesa messianica diffusa tra i contemporanei di Cristo. Quanto poi alla realizzazione piena delle numerose profezie solo nell’Uomo-Dio nato a Betlemme e crocifisso sul Calvario rimandiamo alla raccolta Gerusalemme vista dal Monte degli Ulivi. Uno sguardo sul grande ordine e sul grande disordine.
Erode detto il grande, Idumeo di nazione, assistito dal favore dei Romani, tolse il regno agli Asmonei, e fu dichiarato Re della Giudea. Così lo scettro di Giuda cominciò a passare «in mano straniera», e le «settanta settimane» predette dal profeta Daniele tendevano alla fine. Questo era il tempo prenunziato per la venuta del Messia. L’adempimento degli oracoli era talmente certo presso i Giudei, che si aspettavano di vederlo comparire prossimamente; di ciò si ha chiaro argomento dal vedere, che qualora sorgeva qualche uomo straordinario, cominciavano a dubitare, e a discorrere fra loro se quegli per avventura non fosse il Messia; il che non era mai avvenuto nei tempi precedenti. Quindi pure avvenne, che in quei tempi si trovarono impostori, i quali, abusando di quella comune persuasione, cercarono di trarre la gente a sé, e di farsi credere l’un dopo l’altro il Liberatore promesso alla nazione; cosa che nessuno aveva tentato nei tempi antecedenti, perché conoscendosi dai Giudei non essere ancora venuto il tempo determinato dagli oracoli, nessuna credenza avrebbe acquistata l’impostore presso di loro. Questa costante persuasione, in cui vivevano allora i Giudei, del prossimo avvenimento del Messia, era così nota e pubblica, che gli scrittori profani più rinomati ne hanno fatta piena fede (Tac. Hist., l. V).
>>> La Vera Religione spiegata e difesa <<<

